Mariani a Marsilio: ora però non candidarti

22 Luglio 2022

Parte la corsa alle elezioni, ma il consigliere d’opposizione avvisa il presidente (in ferie fino a lunedì)

PESCARA. «Marsilio, ora non ti candidare al Parlamento, ma resta in Abruzzo». Così Sandro Mariani, consigliere regionale di opposizione del gruppo “Abruzzo in Comune”, lancia al governatore la sua esortazione, che ha il sapore della sfida. Del resto da ieri, con l’ufficializzazione delle dimissioni del premier Draghi e lo scioglimento delle Camere, è partita di fatto la corsa alle elezioni politiche che andranno in scena tra poco più di due mesi, il 25 settembre prossimo. Elezioni che vedranno, per effetto del referendum del 2020 sul taglio dei parlamentari, una riduzione netta dei rappresentanti a Roma anche per l’Abruzzo: dai 21 attuali scenderà a 13, cioè nove deputati e quattro senatori, eletti tramite collegi ridisegnati sul territorio regionale.
Con meno posti a disposizione per gli esponenti delle forze politiche, ci sarà giocoforza una selezione delle candidature all’interno di tutti i partiti. E Marsilio, oltre che presidente della Regione, è anche una delle figure più in vista di Fratelli d’Italia, spesso in prima linea a livello nazionale nelle battaglie politiche portate avanti dalla leader del suo partito, Giorgia Meloni. In questi giorni convulsi, culminati con le dimissioni definitive del premier e lo scioglimento delle Camere, il presidente della Regione Abruzzo risulta peraltro in ferie e ci resterà almeno fino a lunedì, come avrebbe dichiarato pubblicamente nell’ultima riunione della conferenza dei capigruppo.
«Mi auguro che Marsilio rimanga presidente della Regione e non si candidi a Roma, come si sente dire da giorni, anche da parte di esponenti del suo stesso partito», incalza il consigliere di opposizione Mariani, «il suo abbandono sarebbe un grave danno per l’Abruzzo, visto il precipitare degli eventi delle ultime settimane. Ma una sua candidatura sarebbe un gesto di fuga dalla situazione ingarbugliata che vive la sua stessa maggioranza regionale, colpita dalle lotte interne. Chiediamo quindi a Marsilio un atto di responsabilità: resti presidente della Regione Abruzzo e non si candidi al Parlamento, come vorrebbe la sua leader». (l.t.)