Marinelli: bene le Europee, ma nei Comuni il Pd non va

13 Giugno 2024

Il segretario dem elenca le sconfitte più cocenti, Pescara è in cima alla lista E annuncia tra i rimedi: «Un rinnovamento della nostra classe dirigente»

PESCARA. Bene alle Europee, male nei Comuni. In una battuta l’analisi del voto del Pd che ieri ha tenuto una conferenza stampa nel palazzo del Consiglio regionale a Pescara, alla presenza della presidente dell'assemblea Tiziana Di Renzo, il segretario regionale Daniele Marinelli, la candidata all’europarlamento Manola Di Pasquale e i consiglieri regionali Antonio Blasioli e Antonio Di Marco.
«Le europee in Abruzzo sono andate bene», ha rimarcato Marinelli, «abbiamo confermato il dato percentuale delle regionali e ridotto in modo significativo il gap con il dato nazionale rispetto a quello storico delle elezioni europee. Voglio ringraziare per questo bel risultato tutto il partito e in particolare Manola Di Pasquale, che si è spesa tantissimo, segno che abbiamo candidato una persona capace di interpretare il sentimento europeista della nostra comunità. Ciò detto», ha proseguito il segretario, «non può sfuggire che nella nostra regione, come fotografato anche dalle elezioni regionali, il campo progressista è più in difficoltà nel confronto con la destra rispetto alla media del Paese. Questo ci deve indurre a moltiplicare il lavoro, sia sul piano politico più generale che sui temi locali, dove dobbiamo ingaggiare una lotta corpo a corpo con questo governo regionale, del quale dobbiamo denunciare tutte le contraddizioni e le politiche sbagliate per il futuro di questa regione».
L’analisi è poi passata alla tornata amministrativa. E Marinelli non ha accampato scuse: «Sui risultati bisogna essere chiari, utilizzando le parole giuste: queste elezioni sono andate male, pur con alcune importanti eccezioni, a partire dal comune di Pineto e dagli altri dove il centrosinistra ha dimostrato vitalità, anche strappando amministrazioni al centrodestra. Sapevamo anche che l’effetto delle regionali si sarebbe fatto sentire e che in molti dei Comuni al voto eravamo chiamati a contrastare amministrazioni di centrodestra in carica, ma queste premesse non devono essere alibi». Ma dove è stata più cocente la sconfitta? «Considerando ai Comuni più popolosi, sono molto dispiaciuto per Atri, dove potevamo vincere», ha risposto il segretario Dem, «lo sono per Città Sant’Angelo, dove abbiamo fatto una battaglia importante riducendo la distanza con la destra senza però riuscire a batterla; provo profondo dispiacere per Giulianova e Montesilvano».
Ma, soprattutto, «ho un profondo dolore per l’esito di Pescara. Nonostante Carlo Costantini abbia lottato con grande energia, non siamo riusciti ad andare al ballottaggio, dove si sarebbe aperta un’altra partita perché consideriamo quella di Carlo Masci una pessima amministrazione».
Quali sono i rimedi? Il segretario dem ha affermato: «Innanzitutto il Pd dev’essere unito e forte. Il messaggio dei cittadini è chiaro: se la coalizione si divide, perde. Il Pd sa di non essere autosufficiente ed è la forza più unitaria del centrosinistra. È necessario che tutte le forze progressiste acquisiscano pienamente questa consapevolezza e lavorino per coalizioni unitarie. Dobbiamo ripartire con più coraggio. Anche con un rinnovamento della nostra classe dirigente».
Di Pasquale (oltre 17mila voti conseguiti in Abruzzo) ha voluto esprimere il suo ringraziamento affermando: «Bene il campo largo, col Pd che deve e può essere da traino per l'opposizione ai governi di destra». Una sfida rilanciata al governatore di centrodestra, Marco Marsilio, che ieri, nell’intervista al centro, ha definito il campo largo «un carrozzone inconcludente». (l.c.)