Marinelli: «D’Ambrosio ci ha riempito di debiti»

28 Ottobre 2016

PIANELLA. «Irresponsabile invitare i cittadini a non pagare le lampade votive. Giorgio D'Ambrosio ha lasciato i cimiteri nel degrado, ha pure venduto l'abitazione del custode e ha fatto prendere...

PIANELLA. «Irresponsabile invitare i cittadini a non pagare le lampade votive. Giorgio D'Ambrosio ha lasciato i cimiteri nel degrado, ha pure venduto l'abitazione del custode e ha fatto prendere multe ad amministrazione comunale e Asl per le carenze igienico-sanitarie e non solo». Il sindaco Sandro Marinelli risponde al suo predecessore, che nei giorni scorsi, con un post su Facebook, ha bacchettato l'amministrazione in carica per non aver mantenuto la promessa di ridurre il canone per il servizio lampade votive. L'ex primo cittadino, che si sente attaccato dalla giunta ogni volta che il Comune deve riscuotere balzelli dai cittadini, ha invitato i contribuenti a non pagare i bollettini relativi alle lucette cimiteriali per gli anni 2013, 2014 e 2015, triennio di gestione di Marinelli e alleati.

«D'Ambrosio nella sua lunga carriera politica» afferma Marinelli «ha amministrato l'Aca, che è in concordato preventivo con 120 milioni di euro di debiti, l'Ato ormai commissariata da anni. Ha creato la società comunali Arcobaleno, fallita con 700mila euro di debiti non saldati, e Risco Pescara, fallita con oltre due milioni di debiti, mentre il Comune si è salvato dall'imminente dissesto soltanto perché i cittadini hanno capito che dovevano allontanarlo dalla gestione».

Il sindaco passa poi ad affrontare la questione cimiteri, argomento caldo da quando, nei mesi scorsi, il Comune ha privatizzato il servizio: «D'Ambrosio ci ha lasciato i cimiteri in totale abbandono, ha venduto persino la casa del custode incassando gli acconti senza poi costruire i loculi, riducendo un luogo sacro nel degrado e riuscendo a cumulare 22mila di euro di sanzioni da parte della Asl, e che ora dovranno pagare i cittadini, per l'irregolare tenuta dei registri, per mancanza di cura e manutenzione e per carenze igieniche nei cimiteri. Il doveroso recupero degli arretrati che stiamo facendo è la inevitabile conseguenza della ventennale incapacità di creare una banca dati delle lampade votive. Il che ha reso necessario, per la nuova amministrazione, rifare l'intero censimento per evitare il danno erariale all'ente». Marinelli spiega che nel 2016 i canoni delle lampade votive sono diminuiti da 30 euro a 17,17 euro più Iva. «Se i cittadini non pagano» chiude il primo cittadino «saranno costretti ad affrontare contenziosi, con aggravio di spese e sanzioni. Che D'Ambrosio non abbia un rapporto sano con la gestione del denaro pubblico lo ha già accertato il Tribunale di Pescara condannandolo a 2 anni e 8 mesi per peculato. Sarebbe ora che ne prendesse atto».

Gabriella Di Lorito

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