Marinelli sfida i guru dell’ambientalismo e difende le trivelle

Pianella, sindaco controcorrente vuole petrolio e nucleare: «Ci sono tante piattaforme in mare, dov’è il problema?»
PIANELLA. In controtendenza rispetto a tanti altri colleghi abruzzesi, il sindaco di Pianella, Sandro Marinelli, prende posizione a favore delle perforazioni petrolifere in Adriatico. Il primo cittadino si schiera dalla parte di Ombrina Mare, della nuova piattaforma alta come un palazzo di 10 piani che dovrebbe sorgere di fronte alla Costa dei Trabocchi, nel Chietino. E non esita nemmeno a pronunciarsi pro nucleare contro i «guru dell’ambientalismo da salotto» che, a suo dire, farebbero prevalere «qualunquismo e demagogia», di fatto scarsamente salutari per l’ambiente.
Consapevole di essere una voce fuori dal coro, dopo il tripudio di bandiere, striscioni e fasce tricolori di destra, sinistra e centro che venerdì hanno sfilato a Lanciano in un mare di gente – in tutto 60mila persone scese in piazza per dire no al petrolio made in Abruzzo – Marinelli posta il suo pensiero su Facebook. «Se qualcuno non ha ancora definitivamente abdicato all'uso del cervello – il post del sindaco di Pianella, corredato dalla mappa di Google con tutte le piattaforme marine attive nell’Adriatico, comprese quelle antistanti la Torre di Cerrano – può vedere da solo quale inutilità universale rappresenti la battaglia contro Ombrina Mare perché, se dovesse essere vero che c'è realmente un pericolo (non dimostrato almeno dalla storia delle piattaforme adriatiche), prendiamo nota (per dirla con Troisi) di essere già condannati a morte da un pezzo, insieme a tutte le popolazioni adriatiche e Ombrina nulla aggiunge e nulla toglie».
In risposta ad alcuni commenti, Marinelli, continuando «in direzione ostinata e contraria» pro Ombrina, chiarisce il suo pensiero: «L'Adriatico è un grande giacimento, quindi c'è parecchia convenienza: se il petrolio lo estrai non lo compri o ne compri meno. Per il resto, ero e resto pubblicamente convinto che la tecnologia nucleare sia ancora la più pulita e sicura per rapporto tra produzione e rischio concreto di danno, ma fino a quando scendono in campo i guru dell'ambientalismo da salotto, ai vari referendum vinceranno sempre qualunquismo e demagogia e i nostri mari e fiumi saranno sempre più inquinati. Ma ci possiamo sempre consolare con falò, sfilate e una bella canzone di denuncia».
E ancora: «Cosa cambia una piattaforma in più o in meno? Nessun incidente, fortunatamente, si è verificato finora nel nostro mare. Dovremmo togliere anche quelle di Cerrano, se davvero fossero un così grande problema. Ricordo che il Vajont ha fatto 2000 morti, ma non per questo rinunciamo a costruire dighe».
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