Marinucci: «Inutile parlare senza prima abolire le Province»

Va bene discutere di “area metropolitana” e “area vasta”, ma in questa parte d’Abruzzo tutto si scontra con un problema che a un certo punto complica le cose: i confini delle province. Che piaccia o...
Va bene discutere di “area metropolitana” e “area vasta”, ma in questa parte d’Abruzzo tutto si scontra con un problema che a un certo punto complica le cose: i confini delle province. Che piaccia o meno, per il sindaco di San Giovanni Teatino Luciano Marinucci alla fine è questo il nocciolo della questione.
«È come parlare con un recinto in mezzo», dice Marinucci, «possiamo discutere di tutto, ma alla fine per “stringere” quel recinto bisogna romperlo. Se non si aboliscono le province, come era stato detto ma non fatto, è inutile parlare di “area vasta” o di “area metropolitana”, perché di mezzo resta un ente che ha competenze specifiche, e che nel nostro caso rappresenta un grosso limite nello sviluppo di servizi comuni in un’area di fatto omogenea. Quando ero consigliere provinciale facevo parte di un consiglio che doveva traghettare questo ente verso lo scioglimento, e invece poi le province sono state rifinanziate, dopo che nel frattempo era stato ridotto drasticamente il personale. Anche per questo a suo tempo decisi di uscire dal consiglio provinciale».
La geografia interna dell’Abruzzo per Marinucci è quindi un ostacolo troppo grande al momento per ragionare su un soggetto istituzionale che includa quello che di fatto oggi è un unico grande agglomerato urbano, diviso appunto fra tre province: da un lato la teramana Silvi; dall’altro San Giovanni e Francavilla che stanno sotto Chieti; in mezzo Pescara con Montesilvano e Città Sant’Angelo. Questi sono i centri che Spoltore e Montesilvano vorrebbero includere in un «progetto territoriale speciale allargato», alternativo alla “Nuova Pescara”.In ogni caso, a Marinucci, vista da fuori non piace la fusione a tre così come sta maturando: «Dopo il 2013 noi abbiamo dovuto fare delle scelte per restare un municipio sano dal punto di vista economico, abbiamo esternalizzato alcuni servizi o abbiamo dovuto fare dei tagli per continuare ad essere, per esempio, un Comune che paga i fornitori a 21 giorni», spiega il sindaco di San Giovanni Teatino, «perché i miei concittadini dovrebbero rinunciare a certi risultati per unirsi a un Comune in predissesto finanziario?». (a.r.)
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