Marsilio a Cerchio: qui è un miracolo

Il presidente ringrazia la comunità: «I bambini sono stati accolti con amore e umanità»
CERCHIO. Ha avuto modo di visitare le stanze dove dormono, l'area dove mangiano e i lunghi corridoi dove si dilettano a gareggiare con bici e monopattini che i marsicani gli hanno regalato. È stato un pomeriggio intenso quello che il presidente della Regione, Marco Marsilio, ha vissuto ieri a Cerchio dove sono ospitati i 45 bimbi ucraini, gran parte orfani, in fuga dalla guerra. I bimbi, che si trovano nell'ex scuola di Cerchio, grazie alla sinergia tra l'amministrazione comunale, il gruppo alpini, la Protezione civile, la Croce rossa, l’associazione Sogno dei bambini e tante altre realtà del territorio per ora hanno tutto quello che gli serve. Ma le necessità sono molte, come anche le spese. Per questo nei giorni scorsi il sindaco Gianfranco Tedeschi ha lanciato un appello proprio al presidente Marsilio chiedendo un aiuto concreto per poter continuare a dare ospitalità ai piccoli in fuga dalla guerra. E ieri Marsilio, insieme all'assessore Guido Liris, al consigliere Mario Quaglieri e al capo di gabinetto, Massimo Verrecchia, è arrivato a Cerchio a guardare con i suoi occhi questa bella pagina di solidarietà tutta made in Abruzzo. Ad attenderlo non solo il primo cittadino Tedeschi, ma anche gli altri amministratori del territorio arrivati per l'occasione in paese e i volontari che ha ringraziato di cuore per il loro impegno. «Ringrazio la comunità per l'accoglienza che ha saputo dimostrare e per l'umanità con la quale sta trattando questa situazione così delicata», ha precisato Marsilio, «qui si sono fatti i miracoli, se avessimo applicato in maniera burocraticamente ottusa norme e regolamenti forse», ha aggiunto Marsilio indicando l'ex scuola di Cerchio, «non si potevano mettere neanche i letti. Stiamo però cercando di sopperire, con le risorse che ci sono e con un minimo di buon senso da parte di tutti, nell'affrontare una situazione imprevedibile. Dobbiamo essere pronti ad accogliere e ringrazio tutto l'Abruzzo, i sindaci, le associazioni, il volontariato, e le migliaia di famiglie a partire da quelle ucraine, perché c'è bisogno di questo gesto per poter affrontare un esodo che rischia di avere proporzioni bibliche».
Marsilio si è intrattenuto a parlare con i medici che avevano appena eseguito i tamponi a tutti i bimbi, con esito negativo, e con i responsabili dell'ufficio immigrazione che gli hanno illustrato alcune situazioni particolari. Il presidente non ha potuto incontrare personalmente i piccoli ucraini che si erano da poco sottoposti ai test anti-Covid e si stavano preparando per la cena. «A Cerchio abbiamo assistito ad un’autentica combinazione vincente tra le migliori espressioni della solidarietà di cui il nostro Paese è capace nei momenti più difficili, per la propria comunità ma anche per quelle straniere», ha spiegato Liris, «un dramma nel dramma, trattandosi di minori, alcuni dei quali orfani, che dunque richiedono un'attenzione diversa e particolarmente scrupolosa, degna di una certa sensibilità».

