Marsilio ai balneatori: difenderemo le spiagge

13 Gennaio 2022

PESCARA. Il presidente della Regione, Marco Marsilio ha incontrato ieri i rappresentanti dei balneatori, ascoltando il loro grido d’allarme. Grido che arriva a seguito della sentenza del Consiglio di...

PESCARA. Il presidente della Regione, Marco Marsilio ha incontrato ieri i rappresentanti dei balneatori, ascoltando il loro grido d’allarme. Grido che arriva a seguito della sentenza del Consiglio di Stato che ha anticipato di 10 anni, dal 2033 al 2023, la scadenza delle concessioni demaniali. «Non permetteremo», ha fatto presente Marsilio, «di venire a fare shopping sulle spiagge d’Abruzzo. L’Abruzzo», ha evidenziato, «è sempre stato vicino a questa categoria. Siamo stati l’unica regione ad essersi costituita in giudizio davanti al Consiglio di Stato, che ha purtroppo emesso una sentenza che di fatto riscrive una legge, che interrompe le concessioni e le convenzioni con largo anticipo e costringe adesso il governo a fare delle misure». Marsilio ha assicurato che ora «la Regione Abruzzo con i propri assessori e con il presidente seguirà passo passo tutta la vicenda e la conseguente istruttoria che si farà nelle commissioni, oltre che in conferenze delle Regioni nel confronto con il ministro del Turismo, per arrivare ad una soluzione che possa salvaguardare la specificità di questo lavoro, il radicamento territoriale. E ciò, ha concluso, per evitare che qualcuno possa venire sulle nostre coste a fare shopping».
A fine dicembre, una folta rappresentanza di balneatori, fra cui una cinquantina di pescaresi, erano scesi in piazza a Roma, annunciando il ricorso in Cassazione contro la sentenza del Consiglio di Stato. Al fianco dei titolari dei lidi, gli esponenti di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Pd.
«La politica», avevano gridato i balneatori, «deve mobilitarsi e stare al fianco di una categoria che coinvolge 30mila imprese in tutta Italia», 101 solo sul litorale pescarese. In quella occasione, avevano detto di essere pronti di nuovo a far sentire la propria voce nel mese di gennaio, qualora le cose non fossero andate per il verso giusto. «Non ci spieghiamo», avevano sottolineato, «tanto accanimento nei confronti della categoria».