Marsilio: aiuti all’economia abbiamo il sì del governo

Il presidente: «Strutture sanitarie sotto pressione, era necessario istituire la zona rossa Presto i testi rapidi nelle farmacie. Pochi vaccini antinfluenzali per l’enorme richiesta»
Ristori anche per le attività colpite dall'ordinanza regionale. Lo ha annunciato il presidente della Regione, Marco Marsilio, al termine dell'incontro tra Regione e governo. «Ringrazio i ministri Speranza e Boccia», spiega il governatore, «per aver accolto le richieste delle Regioni di estendere il diritto ai ristori anche alle attività colpite da restrizioni adottate da ordinanze regionali. Era un tema che per primo avevo sollevato al ministro Gualtieri e successivamente riproposto, trovando il consenso unanime di tutti i colleghi. Speranza e Boccia hanno garantito l’apertura di un confronto nel Governo e in Parlamento, anche utilizzando gli emendamenti presentati da diversi gruppi politici. Ho chiesto al Governo di sfruttare la conversione del decreto legge “Ristori” per arrivare più rapidamente all’obiettivo». Nel corso di una conferenza stampa in diretta Facebook, Marsilio ha inoltre affrontato i temi legati all'emergenza sanitaria spiegando le motivazioni che hanno portato ad anticipare la zona rossa in Abruzzo.
LA ZONA ROSSA
«Siamo arrivati alla zona rossa», spiega Marsilio, «perché la pressione sulle nostre strutture sanitarie incrementava giorno dopo giorno le terapie intensive. Solo oggi abbiamo avuto 9 nuovi accessi. Quindi ci siamo resi conto di aver superato la soglia critica del 30%, e del 40% nell'area medica. Il comitato tecnico-scientifico ha chiesto così di adottare misure più restrittive perché con l'attuale ritmo di contagi gli ospedali rischiano di non poter più garantire il diritto alla salute, non solo dei malati Covid ma di ogni cittadino che si ammala». Invece di attendere la giornata di domani (venerdì), quando il ministero farà l'esame dei parametri», ha chiarito Marsilio, «essendo già consapevoli che questi parametri erano stati raggiunti e superati, abbiamo ritenuto opportuno iniziare subito la cura, far abbassare il prima possibile la curva dei contagi al fine di liberare spazi all'interno degli ospedali e quindi uscire il prima possibile dalla zona rossa». Marsilio ha voluto sottolineare che «molti ristoranti erano già chiusi da una decina di giorni quando è stata decretata la zona rossa».
SCUOLE
È passata la linea del governo: scuole aperte fino alla prima media. Il comitato avevA invece fatto la richiesta di chiudere tutte le scuole. Secondo Marsilio «è un argomento che spacca in due non solo famiglie e categorie ma anche il mondo scientifico. Oggi sul Centro», ha spiegato, «c'è un interessante dibattito tra una delle nostre più conosciute scienziate a livello mondiale, Antonella Santuccione, e il nostro virologo più in prima linea nella lotta al virus, Giustino Parruti della Asl di Pescara. Sostengono tesi contrapposte», ha aggiunto Marsilio, «Parruti, insieme a tutto il Comitato tecnico scientifico, chiedeva la chiusura di tutte le scuole, mentre la Santuccione rivendica la correttezza di mantenere aperte le scuole per i più piccoli che si contagiano ma trasmettono poco il virus. Ma comunque sia il governo, qualora avessi voluto chiudere tutto, non ha dato alla Regione la possibilità di farlo senza danneggiare pesantemente le famiglie: non è previsto il congedo parentale né il bonus babysitter, che vale solo per seconde e terze medie».
TEST NELLE FARMACIE
Un accordo importante che dovrebbe essere formalizzato entro la fine di questa settimana è quello della possibilità di fare nelle farmacie abruzzesi il test antigenico rapido. «È un test con altissima affidabilità", ha evidenziato il presidente della Regione, «che certifica la negatività. La distribuzione dei test antigenici dipende però anche dalla disponibilità». Sulla cassa integrazione ha sottolineato come non sia erogata dalla Regione che da tempo ha trasmesso le pratiche al Ministero e all'Inps.
VACCINI
I vaccini antinfluenzali non ci sono, solo una parte della popolazione anziana è stata vaccinata. «C'è un problema di disponibilità ma non dipende dalla Regione», ha spiegato Marsilio, «sono le industrie farmaceutiche che fanno difficoltà a nella produzione. Noi abbiamo acquistato un numero di vaccini molto più alto rispetto agli anni precedenti e ne è stata distribuita una parte. Abbiamo già vaccinato 183mila persone. Abbiamo acquistato 356mila dosi. All'Aquila e provincia lo scorso anno sono state vaccinate 45mila persone mentre quest'anno sono finora 36.500. Nella provincia di Pescara da 60mila dello scorso anno ne abbiamo vaccinate quest'anno già 45mila, in quella di Chieti su 65mila del 2019, 48mila, in quella di Teramo da 25mila stiano già a 46.700. Mancano 30mila a Teramo, 30mila a Chieti, 45mila a Pescara e 40mila all'Aquila.
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