Marsilio al Governo: Gran Sasso? Non sarò io il commissario

Il governatore denuncia tutti gli ostacoli che sta incontrando «Bloccati i nostri fondi per ferrovie, porti e strade statali»
PESCARA. Non sarà il presidente della Regione, Marco Marsilio, il commissario per la messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso. È stato proprio il governatore a rendere noto che non è affatto interessato a ricoprire quel ruolo. Lo ha detto nel corso di un forum con l’agenzia “Il Sole 24 Radiocor”.
«Sono già vicecommissario per la ricostruzione», ha spiegato, «commissario per il dissesto idrogeologico e capo della protezione civile. L’impegno richiesto al commissario del Gran Sasso esige che politica faccia un passo di lato, lasciando lavorare le persone che hanno le competenze tecniche. Con il ministro Toninelli individueremo una persona più adatta».
NULLA DI DEFINITO. Sui lavori necessari incombe l’alea assoluta, sia per quanto riguarda la durata, sia per quanto riguarda i costi. «Potrebbero durare anni. La verità», ha aggiunto, «è che nessuno può sapere quanto costa questo intervento, perché non sono mai stati fatti progetti veri. Il piano si regge su stime sommarie. Se, dopo aver fatto il progetto serviranno altre risorse confido nel fatto che il Governo le troverà come le ha trovate adesso. La cosa importante è l’aver concesso la possibilità di una deroga alle norme ambientali, perché con le norme vigenti non sarebbe stato possibile mettere in regola il sistema acquifero del Gran Sasso».
I PEDAGGI. Non poteva mancare il riferimento all’aumento del 19% delle tariffe autostradali, che dovrebbe scattare il primo luglio. «La mia speranza», ha detto, «è che si esca da questo incontro Il riferimento è al tavolo tecnico, ndr), non solo con una ulteriore proroga o una soluzione tampone che rinvia il tema, ma che ministero e Strada dei Parchi sciolgano il nodo del nuovo Piano economico e finanziario e si capisca qual è il futuro di questa infrastruttura e della sua gestione. Un’autostrada cosi costosa è un dazio che pagano imprese e cittadini».
OPERE FERME DA 1.6 MILIARDI. Investimenti Anas da 600 milioni, e di Fs per un altro miliardo sono ancora fermi. «Al governo», ha aggiunto Marsilio, «chiediamo di rinegoziare in Europa le Reti Ten-T, prolungando il corridoio Adriatico e collegare Ancona e Bari, mentre invece oggi l’alta velocità che arriva da Venezia non passa per Pescara, ma per Roma e Napoli. Ci sono 600 milioni di investimenti Anas sulla Regione, di cui solo una piccola parte è stata impegnata, mentre Ferrovie ha circa un miliardo di investimenti programmati, che siamo ancora lontani dal vedere realizzati».
SBLOCCA CANTIERI. Lo sblocca cantieri? Per Marsilio il decreto è molto al di sotto delle aspettative, almeno per quanto riguarda le promesse fatte all’Abruzzo. «Sono rimasto deluso dall’esito dello Sblocca cantieri. Che è molto meno delle aspettative che il Governo aveva alimentato a partire dal lavoro iniziato molti mesi fa con il sottosegretario Vito Crimi», ha ribadito. «Crimi aveva promesso 350 tecnici in più per assistere i comuni e gli uffici speciali, invece ce ne hanno dati 200. Sulla ricostruzione privata avevamo chiesto di eliminare, anche nei Comuni fuori del cratere, l’impedimento del contributo in caso di lieve difformità edilizia, eliminato solo nei Comuni dentro il cratere. Con il risultato che abbiamo intere frazioni - che sono fuori dai 139 Comuni del cratere - dove la ricostruzione non può partire a causa della lieve difformità edilizia che però non è sanabile. Con il paradosso che abbiamo aziende di costruzioni che falliscono e con l’enorme cantiere della ricostruzione che è ferma».
PORTI. E un’altra stoccata al governo arriva per i porti. «Se il governo ci desse 200 milioni di euro riusciremmo a mettere il sistema portuale abruzzese in condizione di servire per davvero le nostre aziende, che invece sono costrette a utilizzare altri porti come Salerno, Bari, Ancona o Napoli», ha osservato, sottolineando la necessità di potenziare i tre scali abruzzesi di Vasto, Ortona e Pescara. La Regione, ha riferito Marsilio, ha già alcune decine di milioni di euro, soprattutto di fondi Fas, destinati a opere portuali, principalmente a Pescara (dove sta per essere appaltato il primo lotto della diga foranea) e Ortona.
IL TURISMO. Lo sviluppo del turismo passa dalle infrastrutture, ma in Abruzzo « il vero problema», ha detto Marsilio, «resta quello della logistica. Abbiamo i porti insabbiati. Per non parlare della rete ferroviaria. La ricetta è quella dello sviluppo delle infrastrutture. E in particolare dello sblocco delle risorse a disposizione».
I MANAGER DELLE ASL. Capitolo a parte, la nomina dei nuovi manager delle Asl di Avezzano-Sulmona-L’Aquila e Lanciano-Vasto-Chieti, e la riapertura dei termini per la presentazione delle domande. «Abbiamo agito in autotutela e abbiamo voluto aspettare le risposte dell’Avvocatura Regionale e dell’Ufficio legislativo del ministero della Salute. Quindi ora abbiamo riaperto i termini per la presentazione delle domande». La procedura era rimasta bloccata per i ricorsi presentati contro il limite di età di 65 anni previsto dal bando. Un requisito che ora è stato eliminato.

