Marsilio-D’Amico: a Teramo l’abbraccio che sancisce la pace

Il presidente rieletto: «Spero che resterai 5 anni». L’avversario sconfitto: «Saremo dirimpettai»
TERAMO. L’approccio, l’abbraccio e poi la pace. Marco Marsilio e Luciano D’Amico voltano pagina. Si incontrano davanti all’università di Teramo e in trentotto secondi di battute e repliche repentine si lasciano alle spalle una lunga ed estenuante sfida elettorale. L’ex rettore sconfitto alle urne indossa l’ermellino e gioca in casa. Il presidente che ha centrato il bis è ospite della cerimonia d’inaugurazione dell’anno accademico che sta per cominciare.
LA RIPARTENZA
La prima mossa la fa D’Amico: «Facciamoci una foto. Eccoci», dice richiamando l’attenzione dei fotografi. E Marsilio risponde: «Stavo spiegando che stavamo quasi in crisi di astinenza». D'Amico ribatte: «Perché tutti i giorni ci vedevamo» e l’altro prosegue: «Dopo aver passato ore negli studi televisivi non potevamo così, all'improvviso, privarci… ".
Pausa, sorrisi e D’Amico completa la frase: «… e fare subito questo incontro, esatto». La sintonia è perfetta oltre che incredibile. «Però avremo cinque anni, spero insomma che te li farai», riparte Marsilio. «Assolutamente, scherzi. Li faremo insieme. Saremo dirimpettai quasi», replica D’Amico.
«Dirimpettai, esatto», puntualizza il presidente riconfermato. «Bene, bene mi ha fatto piacere salutarti Marco. Ci vediamo dentro» conclude il rivale sconfitto stringendo la mano al vincitore che lo abbraccia e gli dice: "Il piacere è mio”». Trentotto secondi che chiudono una storia e ne aprono un’altra. L’Abruzzo del dopo voto riparte da Teramo. Si lascia alle spalle una campagna elettorale che non ha precedenti. Il circo mediatico nazionale, i leader dei partiti, i comizi, le promesse, colpi bassi e i riflettori che ora si spengono. Ma nell’aula magna gremita dell’Ateneo la gente è in piedi per accogliere con un fragoroso applauso l'ingresso di D'Amico, togato con l'ermellino da rettore emerito.
SEMBRAVA UN PARADISO
Marsilio è in prima fila. D'Amico, prima di prendere posto, si ferma e i due si ristringono la mano davanti a tutti. Nell'ateneo teramano, di cui è stato rettore, D'Amico è professore ordinario di Economia Aziendale nel Dipartimento di Scienze della Comunicazione. E questa è la sua festa dove Marsilio gli rende l’onore delle armi prima di risedersi, guardare accanto e scorgere il volto preoccupato, davvero preoccupato, di Pietro Quaresimale, l’assessore uscente al quale non sono bastati più di 5mila voti per tornare in Emiciclo.
Chissà cosa gli ha promesso il governatore riconfermato per farlo tornare, poco dopo, a sorridere in modo quasi plateale. «L'astensionismo è un problema che esiste in tutt’Italia, da una decina d'anni, nell'Italia che sembrava un paradiso della democrazia occidentale. Mi dispiace che non ci sia stata tanta partecipazione». È il primo commento di Marsilio ai giornalisti che, a margine della cerimonia, lo incalzano per chiedergli del futuro di una regione dove si è registrata un'affluenza di appena il 52,2 per cento. «Nella proposta di legge elettorale che ho fatto ci sono liste più lunghe, per inserire candidati che possono capitalizzare la fiducia dei cittadini», afferma, «se in questi cinque anni faremo vedere gli ospedali che si realizzano, le ferrovie che si cominciano a realizzare, le strade che si rimettono a posto, se facciamo vedere questo credo che sia la ricetta migliore per riportare i cittadini a votare».
VALORE AGGIUNTO
Marsilio ci tiene a far notare il risultato della sua lista civica che ha collezionato il 5,72 per cento. «Lasciatemi con un pizzico di orgoglio personale sottolineare che la lista che porta il mio nome ha fatto la differenza, perché che ci ha consentito di passare dal 48 e mezzo di cinque anni fa al 53,5 di oggi»
LE PRIORITÀ DI MARSILIO
Nel dettaglio, Marsilio, c’era entrato due ore prima, in diretta ad Agorà. «Il primo punto è far partire questi cantieri, i finanziamenti e le progettazioni. La pianificazione è stato il cuore dei primi cinque anni, non si vedono subito i risultati: ora si devono vedere», ha detto in tv. «Abbiamo le ferrovie, la Roma-Pescara deve aprire i cantieri; gli ospedali, abbiamo le gare d'appalto in corso e durante l'anno vedremo, anche qui, di aprire i cantieri per almeno tre ospedali nuovi, se non quattro. Stiamo definendo gli ultimi passaggi anche per il quarto. E poi», ha proseguito, «dobbiamo aggredire il tema delle liste di attesa e della riorganizzazione sul territorio della sanità: grazie ai fondi del Pnrr decine di case di comunità faranno da filtro per svuotare i pronto soccorso e offrire una sanità più vicina ai cittadini. E dobbiamo completare il percorso di rientro da un enorme debito di mobilità passiva che trovai cinque anni fa e che, negli anni della pandemia da Covid, è stato difficile aggredire nella misura che i cittadini si aspettano e di cui hanno assolutamente diritto. Queste saranno le prime cose, le più importanti, che affronteremo nella nuova legislatura».
L’INVITO ALL’AVVERSARIO
In tv ha parlato anche di D'Amico, raccontando della telefonata di lunedì: «Mi ha chiamato alle 10, dopo diverse ore. Mi ha telefonato e garantito che sarà presente in consiglio regionale. In passato non è accaduto che il capo dell'opposizione fosse rimasto in consiglio regionale. Io gli ho augurato di esserci e di dare un contributo costruttivo e serio anche per far salire la qualità del confronto politico e della proposta amministrativa. Se l'opposizione cresce, crescono anche il governo e la qualità dell'azione legislativa del Consiglio regionale. Non abbiamo bisogno di opposizioni distruttive, che per ragioni propagandisti sanno dire solo no. Un governo cresce e un territorio cresce», ha sostenuto Marsilio guardando avanti, «se c'è un'opposizione che sa proporti delle cose su cui magari possiamo sfidarci per vedere chi ha soluzioni più costruttive, ma non facendo il gioco del tanto peggio, tanto meglio».
I SALUTI DALL’ISOLA
E ieri dalla Sardegna gli è arrivato il saluto di chi ha mandato ko il centrodestra: «Gli abruzzesi hanno scelto di riconfermare il presidente uscente, faccio le mie congratulazioni a Marsilio per la vittoria», le parole della presidente in pectore, Alessandra Todde che ha aggiunto, «grazie di cuore a D'Amico per l'impegno, la passione, la determinazione. Sono convinta che i cittadini continueranno a trovare in lui un importante punto di riferimento».
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