Marsilio domina in Marsica Il centrodestra fa cappotto

Scarto record su D’Amico (61-39), eletti 6 consiglieri su 7. L’Aquila, Pd primo
L’AQUILA. Sarà la Coppa Davis passata di recente da queste parti. Fatto sta che il 6-1 della maggioranza di centrodestra sull’opposizione – in provincia dell’Aquila – è un dato emblematico. Sei seggi contro uno. Un quasi cappotto. Il riconfermato Marco Marsilio raddoppia a Palazzo Silone grazie al 61,31% (contro il 38,69 dello sconfitto Luciano D’Amico) con targa Aq. Risultato favorito anche dal travaso di voti 5 Stelle (o dall’effetto astensionismo). A segnare il punto della bandiera è l’aquilano Pierpaolo Pietrucci (Pd). L’elenco dei vincitori annovera Mario Quaglieri e Massimo Verrecchia (Fratelli d’Italia); Emanuele Imprudente (Lega), Roberto Santangelo (Forza Italia), Marianna Scoccia (Noi Moderati), Gianpaolo Lugini (Marsilio presidente). Se Santangelo entrerà in giunta (da vicepresidente?) in consiglio tornerà la sulmonese Antonietta La Porta (3.389 voti). Terzo in lista Paolo Federico (2.161 voti), storico sindaco di Navelli, che ha lasciato FdI a Natale per Forza Italia.
l’asse marsicano
C’era una volta in cui il principale partito del centrosinistra eleggeva un aquilano e un marsicano. Ora non più. L’asse (a destra) si è spostato sulla Marsica grazie al fortissimo traino dei big delle preferenze Quaglieri e Verrecchia, i quali hanno pescato voti a piene mani anche all’Aquila. A scapito di chi, tra i non eletti aquilani, non ce l’ha fatta. Il che apre una verifica anche a destra, con possibili ripercussioni sugli equilibri comunali. Un esempio. A Barete – dov’è sindaco il coordinatore provinciale FdI Claudio Gregori – la candidata aquilana Tiziana Del Beato prende 115 voti, Verrecchia 64 e Alessandro Piccinini 42. Eppure Piccinini è il candidato vicino al sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi. Che nel capoluogo di regione – nonché collegio della premier Giorgia Meloni – paga dazio nei confronti del Pd. Nel Comune dell’Aquila, infatti, il primo partito è il Pd con 6.149 voti (18,42%), 2° posto per FdI (6.044, 18,10%), terzo per Forza Italia (5.391; 16,15%) e quarto Abruzzo insieme (trainato dal non rieletto Americo Di Benedetto), 4.446 voti (13,32%). Solo quinta la Lega (3.798 voti, 11,38%), sesto posto per Alleanza Verdi Sinistra, che sfiora il 7% (2.238 voti), con 1.600 preferenze a Simona Giannangeli. Di Benedetto, per ora, resta fuori nonostante i 4.737 voti. Penalizzato dalla legge elettorale. L’ipotesi seggio contendibile (dopo ricalcolo) a chi è entrato con mille voti resta sullo sfondo. Lo scontro tra i big vede soccombere il Pd, pur con un raddoppio dei voti provinciali (dai 12.415 del 2019 ai 25.037 di oggi). Ma a fare man bassa è il centrodestra.
avezzano e sulmona, i numeri
Una mezza delusione in casa del senatore Michele Fina, braccio destro di Elly Schlein. Ad Avezzano città il Pd è secondo (2.824, pari al 15,30%), col primato a FdI (5.504 voti, 29,83%), Lega terza (1.903, pari al 10,31%) e, a seguire, Noi Moderati (1.889; 10,24%); Forza Italia (1.364; 7,39%). Più staccati M5S (1.300 voti, pari al 7,04%) e Azione (1.087 voti (5,89%), sotto il 3% l’Udc di Ezio Stati (545 voti). E la Marsica premia Marsilio con lo scarto più evidente tra le 4 circoscrizioni provinciali: 63-37 ad Avezzano. Percentuale che diventa 53-47 all’Aquila (lo scarto minimo) e 60-40 a Sulmona. Dove il Pd ha il primato dei voti (2.286, 21,02%) sull’effetto-Scoccia (2.007 voti per Noi Moderati, al 18,45%) e FdI è soltanto terzo (1.849 voti, 17%), seguito da FI (1.510 voti, pari al 13,88%), quinto M5S (997, pari al 9,17%), sesta l’Udc (604 voti, 5,55%), settima la lista Marsilio presidente (356, pari al 3,27% e solo ottava la Lega che ottiene 326 voti (3%).
il voto nei paesi
Il centrosinistra paga il fatto di non esprimere più i sindaci sul territorio. E quelli che gli restano sono stretti nella filiera di centrodestra Provincia-Regione. Fino al governo. Accade, così, che i big della preferenza, come Santangelo e Quaglieri, peschino voti anche in comuni con sindaci pure ritenuti vicini al centrosinistra. Accade a Rocca di Mezzo, ma non solo. Scarto minimo (108 Marsilio, 107 D’Amico) a Rocca di Cambio, per la presenza del candidato di Verdi sinistra William Giordano (1.396 voti). D’Amico ha perso, sì, ma può dire di aver vinto ad Acciano, Aielli, Cansano, Capitignano, Castel del Monte, Gagliano Aterno, Sante Marie, Tione degli Abruzzi, Villa Santa Lucia degli Abruzzi e Vittorito. Marsilio fa l’88% a Castelvecchio Calvisio.
gli scenari futuri
Tornando all’Aquila, Piccinini, uomo di Biondi, non è stato eletto. Che siano stati fatti convergere i voti su candidati “di fuori” lo esplicita su Fb la consigliera Katia Persichetti, moglie di Piccinini, che apre le danze. «L’Aquila per soli 51 voti non avrà il suo rappresentante di FdI in consiglio regionale…assurdo ma è capitato. Alessandro è fuori con 5.443 preferenze. Da consigliere comunale FdI voglio ringraziare il sindaco Biondi e le persone vere che ci hanno sostenuto, non cito i loro nomi perché potrei dimenticare qualcuno…ma chi leggerà avrà la coscienza di riconoscersi per quello che ha fatto». L’osmosi di voti tra territori prelude ad altre e successive tornate elettorali. Per Roma e l’Europa. Dove potrebbe aspirare lo stesso Biondi, ora che il secondo mandato è avviato. E che il legame col governo e la premier è più saldo che mai.

