Marsilio e Sospiri: questo è lo stemma con il Guerriero

Il nuovo gonfalone della Regione: nello scudo sannitico c’è il simbolo d’Abruzzo «Così superiamo le divisioni del passato e i campanilismi, siamo un popolo unito»
CHIETI. Lo stemma della Regione diventa un’autentica opera d’arte a firma del maestro Mimmo Paladino, esponente della Transavanguardia italiana. Per la prima volta, nel nuovo gonfalone, oltre al tradizionale scudo sannitico a tre fasce di colori, compare una delle figure simbolo d’Abruzzo: l’effigie della scultura del Guerriero di Capestrano. Un’opera del IV secolo avanti Cristo che da oggi ha il compito non solo di proteggere, ma soprattutto di unire l’Abruzzo. Se per il maestro Paladino il Guerriero «può competere col David di Michelangelo come archetipo», per il presidente della Regione Marco Marsilio e il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri ha il “potere” di «superare i campanilismi», e ricordare l’Abruzzo «terra di uomini forti e gentili». A completare il nuovo stemma è la citazione della Historia naturalis di Plinio il Vecchio: gentium vel fortissimarum Italiae (delle genti più forti d’Italia).
IL NUOVO STEMMAIl nuovo stemma della Regione è stato presentato ieri mattina nella casa del Guerriero, al museo archeologico di Villa Frigerj di Chieti. Tanti i vertici della Regione che hanno voluto accogliere il nuovo simbolo. C’erano i consiglieri regionali Mauro Febbo, Sara Marcozzi e Fabrizio Montepara, e l’assessore regionale Nicola Campitelli. C’erano poi Valentina Italiani, vicario del prefetto di Chieti, Laura Pratesi, vicario del questore di Chieti, e il sindaco Diego Ferrara. A fare gli onori di casa Patrizia Colarossi, direttrice del museo, che insieme a Marsilio e Sospiri ha aperto la conferenza stampa di presentazione. «La scelta della Regione è stata fatta anche dalla direzione generale dei musei nel nuovo piano di comunicazione», ha detto Colarossi, «perché quello che noi siamo, lo dobbiamo a quello che eravamo». Il restyling del logo è stato deciso dal Consiglio regionale e approvato con la legge regionale numero 13 del 29 luglio 2022, modificata poi dalla numero 59 del 27 dicembre scorso.
«SUPERARE I CAMPANILI»Per Sospiri rinnovare il logo dopo ben 39 anni è quasi una esigenza. «Oltre i tre colori che contraddistinguono il nostro paesaggio, il bianco dei monti, il verde delle colline e l’azzurro dei nostri mari», ha detto il presidente del Consiglio, «abbiamo ritenuto che fosse giusto e opportuno inserire nello stemma un simbolo identitario in cui tutti gli abruzzesi potessero riconoscersi. Per guardare al futuro dobbiamo fare richiamo alle nostre radici, alle più lontane, alle più solide: per questo abbiamo pensato di inserire all’interno del gonfalone la figura del Guerriero di Capestrano, il più importante ritrovamento archeologico della nostra regione, con l’aggiunta di una citazione di Plinio il Vecchio che dimostra quanto anche molti secoli fa si conoscesse la forza, la determinazione e la capacità degli abruzzesi di rimboccarsi le maniche». Per Marsilio, il Guerriero di Capestrano assume una funzione precisa: «Riunificare, superare le divisioni del passato e i campanili, sentirsi un unico popolo». Così il Guerriero torna a svolgere anche la sua antica missione: «Custodire e proteggere il popolo», aggiunge Marsilio.
L’AUTORE L’autore dell’opera ieri è intervenuto con un videomessaggio: «Il Guerriero è qualcosa che ci arriva dal passato e con un’attualità rispetto all’arte contemporanea», ha detto il maestro Paladino, «ha una sensibilità architettonica della forma che è la sintesi della figura umana. Ho pensato di essere nel territorio della grafica comunicativa ma non trascurando questa magia del segno che il Guerriero rappresenta».
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