Marsilio: grazie Napoli, ci sommergerai di tifosi

Presentati il ritiro della squadra e gli eventi dal 28 luglio al 12 agosto
Lo “stadio diffuso” non è un’astrazione. Va oltre il calcio e coinvolge mezza regione, dalle montagne ai trabocchi, alimentando turismo, trasporti su treno, spettacoli, economia dell’estate e persino la Film Commission.
L’Abruzzo lo diventerà per due settimane, dal 28 luglio al 12 agosto prossimi, durante le quali il Napoli calcio, campione d’Italia, tornerà per il quarto anno consecutivo a Castel di Sangro per il ritiro che anticipa il campionato 2023/2024.
Tre amichevoli con squadre straniere, la prima con l'Adan Demirspor, già affrontata nello scorso precampionato, un summer camp dedicato ai bambini, il concerto di Gigi D'Alessio, che si esibirà sabato 5 agosto nel centro polisportivo sangrino con lo spettacolo “Dove c’è il sole”, e poi una performance dell’attore Massimiliano Gallo. Per raggiungere la cittadina, grazie ad un'intesa con la Fondazione Ferrovie dello Stato, saranno organizzati treni d’epoca speciali, con vagoni e motrice degli anni Trenta, per turisti e tifosi da Roccaraso e Sulmona, sulla tratta della Transiberiana d’Italia, e altri treni moderni della società Tua per raggiungere Fossacesia e i suoi trabocchi. Ma è solo una parte di quello “stadio diffuso” che trasformerà anche quest’anno Castel di Sangro in una piccola Napoli «pronta ad accogliere migliaia di tifosi partenopei», dice il presidente della giunta regionale, Marco Marsilio che, ieri pomeriggio, era a Napoli con il sindaco Angelo Caruso per partecipare con Aurelio De Laurentiis, il presidente che ha portato la squadra di capitan Di Lorenzo e del bomber Osimhen alla conquista del terzo scudetto.
Una spesa che per l’Abruzzo (12 milioni in sei anni) vale l’imprese: è questo il messaggio che la Regione vuol far passare. «L’Abruzzo piace alle squadre per i ritiri estivi», esordisce De Laurentiis. Squadre come Napoli, Salernitana e Bari, «noi napoletani siamo un po’ invadenti, vi dovete abituare», aggiunge con un tono amichevole. «E noi portiamo bene al Napoli calcio», rivendica Marsilio, in un quadretto iniziale molto leggero e fin troppo ricco di convenevoli in cui il sindaco Caruso esordisce regalando ai due un peluche d’orso marsicano, ribattezzato per l’occasione “orso Marco Aurelio”, con tanto di citazione storica attribuita all’imperatore romano.
Ma al giornalista partenopeo che, poco dopo, gli chiede informazioni sulle polemiche feroci, di qualche tempo fa, per le spese di soldi pubblici pesate sulle casse della Regione Abruzzo, e quindi sull’esposto presentato dai 5 Stelle alla magistratura contabile, il primo cittadino di Castel di Sangro risponde in modo cordiale ma lapidario: «La Corte dei Conti ha messo una pietra tombale su quelle polemiche». Anche se ieri, di fatto, i pentastellati l’hanno in qualche modo rilanciata.
Ma torniamo agli eventi e a quell’idea di “stadio diffuso” che piace tanto a De Laurentiis, l’imprenditore dello spettacolo, partito con il cinema e arrivato negli stadi, e che spinge il governatore Marsilio ad affermare in conferenza stampa: «Il Napoli calcio è un veicolo importante per portare l’Abruzzo in tutto il mondo». E ad annunciare, proprio per la vigilia del ritiro dei partenopei a Castel di Sangro, il varo ufficiale, e non a caso, dell’Abruzzo Film Commission che muoverà i primi passi reali già a ottobre con una dotazione economica iniziale di due milioni di euro.
Così come a De Laurentiis che gli suggerisce di investire molto e presto su nuovi impianti sportivi per attirare in Abruzzo altre squadre di serie A e magari club europei famosi per amichevoli di lusso, Marsilio annuncia che: «Questo ci spinge a potenziare l'impiantistica sportiva, cosa che riusciremo a fare attraverso l'utilizzo dei fondi sviluppo e coesione (Fsc) legati alla programmazione 2021-2027». Il resto della conferenza stampa, al netto delle domande sul futuro allenatore del Napoli che prenderà il posto di Spalletti o di chi sarà il ds, le cui risposte vengono facilmente dribblate da De Laurentiis, con parole che sembrano fraseggi alla Maradona, si consuma tra battute e siparietti che, tanto per restare in tema di film e napoletanità allo stato puro, ricordano molto quella celebre scena in cui Totò, principe di Casador, rilancia al cuoco che lo ospita in casa. E allora a Caruso che lancia l’idea di eleggere a Castel di Sangro Miss campionato 2023, De Laurentiis rilancia che la vincitrice potrà avere una particina del prossimo film di Carlo Verdone.
Così come alla proposta di organizzare un torneo di tennis riservato ai giornalisti, il presidente del Napoli ribatte «e perché non farne uno anche di calcetto», e Caruso controrilancia «anche di padel, allora». È un botta e risposta incalzante proprio come nel film più bello di Totò. Ma in Abruzzo non si sta girando “Miseria e nobiltà”.
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