Marsilio incalza Draghi «Ora bisogna riaprire»

Il presidente guida il fronte delle Regioni per avere la zona gialla ad aprile «In Abruzzo situazione sotto controllo, basta con la chiusura delle attività»
PESCARA. «Se all’esito della prossima cabina di regia di venerdì, l’Abruzzo registrasse, per la terza settimana consecutiva, valori da regione gialla, che giallo sia. Perché, altrimenti, la situazione si trasformerebbe in una sorta di persecuzione nei confronti di un’unica categoria: quella dei titolari di bar e ristoranti».
Marco Marsilio, nel giorno dell’inaugurazione di nuovi spazi per il pre-triage al Pronto soccorso dell’ospedale di Pescara, torna a incalzare il premier Mario Draghi e chiede che l’Abruzzo dalla prossima settimana possa riaprire bar e ristoranti perché «le misure che abbiamo adottato hanno funzionato, la situazione è sotto controllo e da due settimane abbiamo numeri da zona gialla».
La posizione dell’Abruzzo e di tutte le altre Regioni, però, non trova l’appoggio del governo e, soprattutto, del ministro alla Salute Roberto Speranza, il più rigorista della maggioranza, che nel prossimo decreto vogliono cancellare la zona gialla per tutto il mese di aprile e restano prudenti sulle riaperture.
«BISOGNA RIAPRIRE». Il confronto va avanti e il pressing delle Regioni si fa sempre più insistente. Marsilio torna a far sentire la voce dell’Abruzzo e spera in un dietrofront del governo. «È stato ribadito da tutte le Regioni che, se avranno numeri da zona gialla, dopo Pasqua non dovranno essere collocate in arancione», spiega il presidente. «Non so se la nostra richiesta verrà accolta perché il ministro Speranza ha una posizione esattamente contraria e l’ha ribadito con molta onestà intellettuale nell’ultimo confronto avuto con i governatori. Tuttavia, io insisto e spero che il confronto di queste ore porti a modificare la posizione del governo. L’Abruzzo ha valori da zona gialla», incalza Marsilio, «e sta pagando il prezzo della decisione di un decreto legge che ha tolto questo tipo di classificazione in questo periodo. Penso che la nostra regione abbia già pagato un prezzo sufficiente».
BAR E RISTORANTI. La differenza sostanziale tra zona gialla e arancione, oltre che una maggiore mobilità all’interno dei confini regionali (in giallo si può uscire dal proprio comune, in arancione no), riguarda le attività di ristorazione. In giallo, infatti, bar e ristoranti possono restare aperti fino alle 18. In arancione, invece, sono chiusi. «Tenere ancora chiusi bar e ristoranti sarebbe una ingiusta persecuzione nei confronti di questa categoria, un atteggiamento eccessivamente punitivo», insiste Marsilio, «fatto peraltro senza prova del contrario: nessuno, infatti, può dire che riaprire bar e ristoranti produca per forza un grande aumento di contagi. Spero che il governo, oltre ad ascoltarci, tenga conto delle nostre osservazioni. Si tratterebbe di una misura ingiusta e inspiegabile verso cittadini e aziende che hanno fatto sacrifici e rispettato le regole, e che ora giustamente pretendono di poter riprendere le attività dove il quadro epidemiologico lo consente. Abbiamo sempre ribadito, inoltre, che qualora i contagi dovessero aumentare, non esiteremmo nemmeno che ce lo dica Roma di chiudere, ma lo faremmo da soli perché siamo persone responsabili e coscienziose e vogliamo essere trattati da persone mature. Le misure restrittive adottate hanno dimostrato di funzionare, quindi ci facciano riaprire. Questo vale anche per le scuole».
LA RETE COVID. Ieri mattina Marsilio, accompagnato dall’assessore alla Salute Nicoletta Verì e da Lorenzo Sospiri, presidente del Consiglio regionale, ha inaugurato il completamento dei lavori di realizzazione del pre-triage del nuovo Pronto soccorso del presidio ospedaliero di Pescara e degli spazi di isolamento infettivi a servizio dello stesso Pronto soccorso. Al fine di fronteggiare l’emergenza epidemiologica, la Asl di Pescara ha, infatti, attuato interventi tesi a dotare il nuovo Pronto soccorso dell’ospedale di Pescara di spazi per il pre-triage e di aree per l’isolamento degli infettivi con relativi collegamenti coperti tra Pronto soccorso e monoblocco dell’ospedale per consentire la separazione tra pazienti Covid e pazienti no Covid. Si tratta di lavori per complessivi 900mila euro.
«In merito al potenziamento della rete Covid», afferma Marsilio, «stiamo consegnando lavori in tutto il territorio regionale. Gran parte delle attività si sta concludendo sia nel rispetto delle tempistiche che dei costi. Sono contento di questa dimostrazione di efficienza da parte della struttura pubblica. Questo dimostra», conclude il presidente, «che, se e quando veniamo messi nelle condizioni di avere poteri e discipline particolari per fare presto, le opere programmate vengono realizzate, come avvenuto per l’ospedale Covid di Pescara, scongiurando il rischio che possano diventare delle eterne incompiute».
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