Marsilio incassa consiglieri: colpo basso all’opposizione

29 Novembre 2022

Fratelli d’Italia si rafforza prima del Consiglio regionale di fuoco. È solo l’inizio

L’AQUILA. Uno lo ha incassato ieri, un’altra la ingaggerà tra poco. Il piano di Marco Marsilio alla vigilia del Consiglio regionale della resa dei conti è un colpo basso non solo al centrosinistra e ai 5 Stelle ma anche agli alleati del centrodestra. Due piccioni con una fava, direbbero i nostri nonni. E in questo caso la fava ha un nome e un cognome: Marco Cipolletti, teramano, ex M5S ed ex gruppo misto che, da ieri, è migrato in Fratelli d’Italia, il partito del governatore Marsilio e del suo cardinal Mazzarino, Etel Sigismondi che ha mediato l’operazione di cambio di casacca. Che però non è l’ultima. A rivelare il passaggio imminente nel centrodestra di un’altra pedina dell’opposizione è un alto esponente della maggioranza. «Ma per ora non scrivere nulla», si affretta a raccomandarsi la gola profonda.
Un secco uno-due all’opposizione che oggi, alle 15, entrerà in Consiglio regionale e ancora prima, alle 10, nella Commissione congiunta, stringendo il coltello tra i denti. O meglio brandirà un megafono giocattolo che fa versi di animali, per esempio un grugnito, un maialino-pupazzo di color rosa confetto e una terza sorpresa, questa sì provocatoria verso la maggioranza, che Domenico Pettinari, il più agguerrito tra i pentastellati, terrà nascosta in una busta, pronta per estrarla e indossarla «se dovesse servire», taglia corto il consigliere.
Già nel primo round della sfida tra centrodestra e minoranza, quindi in commissione, si scoprirà però il nome del secondo “traditore” oppure “traditrice”, ovvero la seconda pedina della minoranza che passerà con Marsilio, portando a 19 la squadra del centrodestra in consiglio con i rivali che calano a quota 12. Per scoprire già da oggi chi sta per fare il salto della quaglia basterà stare attenti al modo di votare e di opporsi, in Commissione congiunta, allo strapotere ormai conclamato del centrodestra.
Chi si astiene o, ancor peggio, vota a favore diventa automaticamente il sospettato o la sospettata numero uno.
Segnali, il tal senso, ci sono già stati nelle puntate precedenti e recenti della sfida tra la maggioranza di Marsilio e la minoranza di centrosinistra e M5S che oggi scende di nuovo in guerra, dopo la maratona ostruzionistica di una settimana fa in commissione Bilancio, terminata oltre la mezzanotte con l’opposizione che ha capitolato con onore dopo aver inscenato di tutto e di più. Compreso quel consigliere che ha mangiato primo, secondo e frutta in aula.
Ma di fronte a tutto ciò, Marsilio ha risposto prima a parole, con una conferenza stampa andata ben oltre le righe, e ieri con i fatti, portandosi in squadra Cipoletti. A dirla tutta, però, quest’ultima operazione di ingaggio dovrebbe preoccupare anche pezzi della maggioranza. Non parliamo della Lega, che è allineata con Fratelli d’Italia, ma di Forza Italia che, al contrario, non più di due settimane fa, si è messa di traverso scatenando una crisi per le poltrone nel centrodestra che poteva sortire effetti pesanti su Marsilio. Salvo poi accettare la richiesta di quest’ultimo di rinviare di qualche settimana la decisione sull’ingresso in Consiglio regionale di Gabriele Astolfi, il forzista primo dei non eletti nel Teramano, anziché di Massimo Verrecchia, secondo dei non eletti nella Marsica di Fratelli d’Italia.
Un rinvio che si è rivelato doppiamente strategico perché ha permesso nel frattempo al governatore anche di aumentare a 18 i numeri dei consiglieri in maggioranza, cioè di quel tanto sufficiente per neutralizzare il potere sindacale di Forza Italia il cui voto fino a 48 ore fa era ancora necessario e vitale per Marsilio, ma che ora non lo è più.
Con o senza Forza Italia, infatti, la maggioranza può approvare cosa e quando vuole. Chissà se Mauro Febbo, per esempio, ha colto questo aspetto che può scrivere la parola fine sulle ambizioni di Astolfi o, più in generale, disarma i forzisti da oggi fino al voto del 2024 per le regionali. L’opposizione sì, lo ha colto, a tal punto che un consigliere si lascia sfuggire la frase: «Mal comune mezzo gaudio».
Ma che cosa attende la minoranza oggi? Qual è l’arma che il centrodestra in Regione, ormai a trazione Giorgia Meloni, estrarrà ancor prima che Pettinari sveli il contenuto misterioso della sua busta?
La risposta l’ha già anticipata Marsilio nella conferenza stampa in cui, riferendosi all’ostruzionismo dell’opposizione, che in sintesi chiede e lotta per un provvedimento contro in caro-bollette, ha pronunciato parole come estorsione, marchette, pagliacciate, pizzo da pagare e persino scemi.
Come farà oggi Marsilio a contenere le reazioni di Silvio Paoluccci, Pietrucci, Mariani, Blasioli o di Francesco Taglieri e il focoso Pettinari? «Applicheremo il regolamento», la risposta. Che con l’articolo 69, comma 7, lettera “c”, può tarpare le ali anche alla minoranza più agguerrita. E che dice: «Nella discussione non sono ammesse (...) altre richieste procedurali che impediscano alla Commissione di concludere l'esame con la relazione al Consiglio».
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