Marsilio-Masci, dentro la lite: ecco i cinque nodi irrisolti

27 Luglio 2026

Parte dalle elezioni 2024 lo scontro tra il presidente della Regione Abruzzo e il sindaco di Pescara

PESCARA. Il saluto dei politici alla folla della Notte dei Serpenti era previsto ma, poi, è stato cancellato: nessuno è salito sul palco a prendersi l’applauso dei 20mila presenti allo Stadio del Mare di Pescara per la quarta edizione della festa identitaria del centrodestra di governo. Né il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio di Fratelli d’Italia, né il sindaco di Pescara, Carlo Masci di Forza Italia. Marco contro Carlo: Marsilio e Masci sono i protagonisti di una lite accaduta all’inizio della settimana scorsa nella sala riunioni al settimo piano del palazzo del consiglio regionale, in piazza Unione, a Pescara: grida, accuse e una lettera strappata e gettata al vento come coriandoli.

Tutto questo è accaduto in una riunione, la prima, convocata per discutere del comitato organizzatore del centenario della Provincia e della città di Pescara che cadrà nel 2027: Marsilio ha proposto, per la guida del comitato, Giorgio De Luca, presidente della Provincia e sindaco di Manoppello, esponente di Forza Italia, stesso partito di Masci. Masci non se l’aspettava: ha candidato se stesso, sindaco del capoluogo pescarese. «Vuoi un altro pennacchio da mettere sulla giacca, eh?», gli avrebbe detto Marsilio con un sorriso beffardo. Apriti cielo: «E tu», gli avrebbe risposto Masci, «non ti interessi di Pescara». Da qui, uno scontro di minuti che, agli spettatori, sono sembrati interminabili: tra i presenti, nessuno si è permesso di intervenire per cercare di riportare la calma.

C’erano, oltre a Marsilio, Masci e De Luca, il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri di Forza Italia, il presidente del consiglio comunale di Pescara Marcello Antonelli (FI), il consigliere regionale Luca De Renzis di FdI, il direttore generale della Regione Abruzzo Vincenzo Rivera, il capo di gabinetto della presidenza regionale Stefano Cianciotta e un altro collaboratore fidato di Marsilio. Una lite del genere – entrambi in preda alla rabbia con Masci che ha abbandonato la stanza in anticipo – non si scatena per caso: oltre all’incarico da presidente del comitato organizzatore di Pescara 2027 c’è di più. Di certo, Marsilio e Masci sono due personaggi dominanti: Marsilio, una lunga carriera politica, dal consiglio comunale di Roma fino alla Camera dei deputati e al Senato, tra i fondatori di FdI, al secondo mandato in Regione dopo aver vinto prima contro Giovanni Legnini e poi contro Luciano D’Amico; Masci, anche lui in campo da decenni, prima da assessore regionale e poi eletto due volte sindaco di Pescara al primo turno, nonostante l’incidente di percorso della doppia sentenza, Tar e Consiglio di Stato, che l’ha riportato alle elezioni parziali dell’8 e 9 marzo scorso (stravinte).

Questa è la premessa. E poi c’è il passato recente che sembra influenzare presente e futuro: andiamo indietro alle elezioni regionali del 9 e 10 marzo 2024 quando Marsilio, con il 53,50%, ha battuto D’Amico fermo al 46,50. Se in Abruzzo è andata così, con la spinta travolgente dell’Aquila e delle aree interne, a Pescara è finita con Marsilio indietro: in città D’Amico ha preso il 52,29% mentre Marsilio soltanto il 47,71. Un risultato che Marsilio ha accolto con risentimento: secondo il governatore, una parte del centrodestra pescarese, a partire dal sindaco Masci, non si sarebbe spesa più di tanto con Forza Italia al 13,19% mentre FdI è arrivata al 15,55 e la lista Marsilio Presidente al 9,18. Un risultato che si scontra con le successive elezioni amministrative dell’8 e 9 giugno 2024, appena pochi mesi dopo: Masci ha vinto al primo turno con il 51,54% e Forza Italia ha fatto un salto fino al 18,56%.

In tre mesi, una differenza di oltre 5 punti percentuali: perché questo divario con le elezioni regionali? E ora passiamo al tempo presente: la legge regionale 13 del 2023 stabilisce che il 1° gennaio 2027 sarà istituito il nuovo Comune di Pescara formato dalla fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore. Un’unione in salita, nonostante la vittoria del sì al referendum del 2014, ormai 12 anni fa. Ma quando si farà davvero la fusione? È questa la domanda che agita i partiti e anche gli eletti: con la città unita, sarebbero sciolti i tre consigli comunali e si tornerebbe alle elezioni. Il potere dell’ultima parola sulla fusione spetta a Marsilio e Sospiri. Marsilio vorrebbe rispettare il termine del 2027 ma, ai suoi che chiedono più tempo, ha detto e ripetuto che è disposto ad allungare la scadenza al massimo fino al 2028; parti del centrodestra, invece, premono per il 2029 e a Masci non dispiacerebbe affatto concludere la sua seconda legislatura. Un dettaglio: durante la lite Masci ha strappato una lettera, firmata anche dai sindaci di Montesilvano e Spoltore, Ottavio De Martinis di FdI e Chiara Trulli del Pd, in cui si chiede un rinvio.

E adesso? «Tra un anno tu non ci sarai più», la previsione di Marsilio diretta a Masci. Non è finita perché c’è anche il capitolo Notte dei Serpenti, la festa della cultura popolare abruzzese andata in scena sabato sera: la Regione ci mette 200mila euro, il Comune di Pescara altri 105mila, il resto arriva dagli sponsor che, quest’anno, non sarebbero stati particolarmente generosi. «Tu», avrebbe detto il governatore, «non te la meriti la Notte dei Serpenti», che andrà addirittura in prima serata il 4 settembre su RaiUno. Una frase d’impatto fino alla “minaccia” di sottrarre il giocattolo a Pescara: «La Notte dei Serpenti, io la do all’Aquila oppure a Teramo», avrebbe detto Marsilio. Quindi, la quarta edizione è stata l’ultima a Pescara? Presto per dirlo ma la riflessione pare aperta.

E Masci, durante la riunione, si sarebbe lamentato di un dettaglio: al Comune sarebbero stati riservati soltanto 50 posti nell’area riservata sotto al palco (pit). In quel fazzoletto di abruzzesità, Marsilio e Masci si sono ignorati: neanche un saluto e neanche una stretta di mano. Anche nelle note ufficiali nessuno ha menzionato l’altro: nemmeno un rituale grazie. Stessa cosa sulle pagine social della Regione e del Comune: se nel 2025 campeggiava ovunque il “selfone” di gruppo davanti alla folla osannante, quest’anno si sono postate soprattutto foto singole. Così ha fatto Masci mentre l’account della Regione, tra gli altri scatti, ha pubblicato su Facebook e Instagram una foto di Marsilio con il maestro Enrico Melozzi, il presidente della Saga Giorgio Fraccastoro, il deputato FdI Guerino Testa e poi Sospiri e De Renzis.

Ma Masci ha rimproverato Marsilio di non tenere a Pescara: un’accusa che il governatore non vuole stare a sentire. Sembra che Masci avesse voluto, dalla Regione, una spinta più decisa al progetto del palazzo istituzionale da oltre 50 milioni di euro nell’area di risulta. Cambiare faccia al parcheggio-distesa di asfalto è la scommessa di Masci: il progetto è realizzare un parco di 6 ettari; ai margini dell’area verde, Regione e Comune hanno firmato già un accordo di programma per realizzare la sede regionale da 50 metri d’altezza con auditorium e biblioteca. Ma quel progetto va avanti senza tanto entusiasmo, secondo Masci. Il fatto è che, alla Regione, mancano i soldi.

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