Marsilio oggi azzera la nomina leghista

14 Ottobre 2019

Smacco per l’assessore Fioretti: la giunta revoca l’incarico al nuovo presidente dell’Asp, ma salva il posto a Mascitelli

L’AQUILA. La Regione applica la regola dell’autotutela e azzera la più discussa delle nomine leghiste. Sarà uno smacco per l’assessore del Carroccio, Piero Fioretti. Una delibera, fatta approvare tempo fa in giunta dallo stesso assessore protagonista dell’incarico in famiglia alla compagna, Caterina Longo, ha infatti messo in difficoltà il governatore, Marco Marsilio, che ha deciso di reagire per evitare di diventare il capro espiatorio di un sicuro contenzioso. Il caso di cui si occuperà questa mattina l’esecutivo di centrodestra diventa il primo dietrofront in materia di spoil system, ed è esploso quando il difensore civico regionale, l’avvocato Fabrizio Di Carlo, dopo aver ricevuto da un collega di Francavilla una chiara diffida alla Regione, l’ha girata alla dottoressa Daniela Valenza, del servizio Assistenza atti del presidente e della giunta regionale. La diffida si riferisce a una delibera voluta da Fioretti con cui la giunta Marsilo ha nominato il nuovo vertice dell’Azienda pubblica servizi alla persona di Pescara (Asp). Un atto su cui pesano vizi di legittimità. Il discorso si fa tecnico e amministrativo.
Il 10 settembre scorso, l’esecutivo regionale, su proposta dell'assessore leghista alle Politiche sociali, nomina Oreste Di Lorenzo nuovo Presidente dell'Asp pescarese. La giunta rinnova anche l'assemblea dei portatori d’interesse dell'Asp che si occupa di servizi sociali: dalla scuola dell'infanzia alle case per anziani, allo Sprar.
Il nuovo presidente dell'azienda pescarese, già sindaco di Villa Celiera, viene così affiancato da Achille Ursini, poliziotto originario di Loreto Aprutino, che rappresenta la Regione nell'assemblea dei portatori d’interesse. E Fioretti, in quell’occasione, dichiara di puntare molto sulle Asp «come aziende di supporto ai Comuni per l'attuazione del Piano sociale di zona». Ma un passaggio viene ritenuto illegittimo anche dall’avvocatura regionale, e farà scattare oggi la drastica decisione del governatore.
Ma che cosa accadrà in giunta quando la delibera di revoca sarà sottoposta agli altri assessori leghisti? L’avalleranno scaricando il collega di partito? Non è escluso inoltre che oggi Marsilio prenda anche una seconda decisione in materia di poltrone. Ma in questo caso siamo di fronte a un salvataggio: un passaggio obbligato per la Regione. Il dirigente da salvare è Alfonso Mascitelli. Non c’è ancora alcun provvedimento di decadenza, e quindi non c’è alcun «pregiudizio imminente e irreparabile», come qualche giorno fa ha sentenziato il giudice del lavoro, Andrea Pulini, respingendo il ricorso ai sensi dell’articolo 700 presentato da Mascitelli, direttore dell’Agenzia sanitaria regionale, finito nel mirino del centrodestra e sotto la scure dello spoil system.
Ma il risultato Mascitelli lo ha ottenuto: il giudice ha fissato l’udienza di merito del ricorso per l’8 gennaio 2020, e dunque la Regione fino a quella data dovrà desistere dal suo avvicendamento. Anzi, farà di più perché ha deciso di compiere un passo indietro per confermare Mascitelli fino alla scadenza naturale del contratto, disinnescando il ricorso. Che per lui ha un obiettivo: consentirgli di maturare il requisito dei 5 anni di dirigenza nella sanità per potersi iscrivere nell’elenco degli idonei aspiranti direttori generali delle Asl. E per la Regione la necessità di non lasciare scoperta l’Asr in vista del tavolo di monitoraggio di fine novembre: il vero banco di prova della sanità regionale gestita dal centrodestra.