Marsilio, oggi la spinta di Meloni Schlein e Bonaccini per D’Amico

La premier a Pescara con gli altri leader del centrodestra, il Pd in piazza Unione giovedì
Uno, due, tre, quattro, cinque, sei. Solo sei giorni prima di un voto per il rinnovo del consiglio regionale d’Abruzzo che mai come ora assume una valenza nazionale. Il count down è nella fase topica. L’obiettivo non è quello di convincere le “truppe cammellate” di entrambi gli schieramenti. Sono gli indecisi – ancora molti – che determineranno la vittoria dell’uno o dell’altro schieramento. E per convincerli, da un lato il centrodestra mette in campo i big del partito, Giorgia Meloni in testa, che oggi sarà a Pescara accompagnata da Matteo Salvini (Lega), Antonio Tajani (Forza Italia), Maurizio Lupi (Noi Moderati) e Lorenzo Cesa (Unione di centro) per un comizio in piazza Salotto alle 18. Tutti insieme per tirare la volata al presidente ricandidato del centrodestra, Marco Marsilio.
Dall’altro lato, lo schieramento che sostiene il candidato di Patto per l’Abruzzo, Luciano D’Amico, adotta una strategia diversa, con tutti i leader dei partiti che sono stati e continuano ad arrivare in Abruzzo per incontri nelle città e nei piccoli centri. Per il comizio finale, però, D’Amico sarà affiancato solo da Alessandra Todde, neo presidente della Sardegna. Per giovedì alle 17.30, in piazza Unione, invece, sono attesi Elly Schlein e Stefano Bonaccini.
GIORGETTI A GIULIANOVA
«C’è bisogno di una buona politica che guardi lontano: questo è quello che offriamo noi della Lega». L’ha detto ieri il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti al termine della sua visita istituzionale nel Comune di Giulianova, accompagnato dal sottosegretario all’Agricoltura Luigi D’Eramo, dal deputato leghista Alberto Bagnai e dal sindaco nonché segretario provinciale della Lega, Jwan Costantini. Giorgetti ha parlato anche dello sforamento del superbonus: il ministro ha tenuto a sottolineare di aver «fissato una linea alla fine del 2023: purtroppo le conseguenze le pagheremo nei prossimi anni. Adesso dobbiamo ricominciare con una politica più assennata rivolta alle imprese », ha concluso, «che guardi davvero a creare le condizioni per la produttività». In sostanza, una politica con lo sguardo rivolto al futuro. Giorgetti, durante il convegno che si è tenuto nella sala Buozzi davanti a una platea prevalentemente di militanti, dirigenti e amministratori, ha affrontato anche temi di attualità di carattere nazionale come l’autonomia differenziata e le elezioni in Sardegna, con un passaggio su un eventuale effetto domino in Abruzzo. «La Sardegna è un’isola, ha le sue logiche e rivendica le proprie specificità», ha commentato il ministro, «sono molto fiducioso per le elezioni regionali di domenica in Abruzzo».
ILARIA CUCCHI A TERAMO
La senatrice Ilaria Cucchi ieri mattina ha visitato a sorpresa il carcere di Teramo con una delegazione di Alleanza Verdi Sinistra, lista in corsa alle regionali a sostegno di Luciano D’Amico. Quella riscontrata nell’istituto di Castrogno è stata definita dalla senatrice una situazione «terribile, come in diversi carceri che ho visitato: ma qui a Teramo in particolare c’è un aspetto, quello sanitario, al collasso. Sono rimasta molto provata da ciò che ho trovato», ha detto Cucchi, sottolineando fra le criticità maggiori il sovraffollamento, che «a Teramo rasenta livelli che non ho mai visto», ma anche la forte presenza di detenuti con disagi psichici «che dovrebbero essere altrove, ma che qui vengono tenuti buoni con l’uso massiccio di psicofarmaci». La senatrice ha inoltre rilevato la grave carenza di personale penitenziario e sanitario all’interno di Castrogno e i tempi lunghi che molti detenuti devono attendere per sottoporsi a visita specialistica. Dopo la tappa al carcere, durata oltre due ore, Cucchi a Teramo ha incontrato i giornalisti, con i quali ha parlato anche di sanità e liste d’attesa: «Se a livello nazionale la sanità è diventata ormai di fatto privata e si può curare solo chi può economicamente permetterselo, a Teramo la situazione è persino peggiore, non essendoci cliniche. Il diritto alla salute va garantito a tutti, al di là delle condizioni economiche: questa è una nostra battaglia». La senatrice ha rilanciato il concetto di «umanità» contro «i manganelli», richiamando i recenti fatti di Pisa, e sul candidato D’Amico ha detto: «Credo che possa rappresentare una grande speranza: è un uomo di cultura che ha tanto da dare e insegnare. Rappresenta un segnale importantissimo per questa regione e per tutto il nostro Paese». E sui giovani: «Molti giovani non vanno più a votare e dobbiamo chiederci il perché. I giovani non credono più nella nostra generazione e in generale nella politica. Diamo loro anche un segnale di speranza».
La scommessa di un caffé
«In Abruzzo si vince e la Lega avrà un ottimo risultato, ci scommetto un caffè, un caffè e non di più, la pressione non mi permette altro. Penso che l’esito del voto sarà un dato regionale, però molto buono per la Lega e per il centrodestra». È la previsione sulle elezioni regionali del 10 marzo in Abruzzo del vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini a margine di una visita a Genova. Ironica la risposta del leader del M5S, Giuseppe Conte, ieri a Sulmona per la campagna elettorale. «Salvini ha scommesso un caffè? Allora non ci crede alla vittoria, altrimenti avrebbe scommesso almeno una cassa di Trebbiano, se ci avesse creduto». E poi aggiunge: «Questo governo sta dimostrando che le coalizioni a scopi elettorali non funzionano. Questo riguarda non solo la linea ferroviaria Roma-Pescara dove, dopo averla definanziata, sono intervenuti a promettere dei microscopici finanziamenti che non bastano nemmeno per il lotto uno e il lotto due. Al massimo è una Pescara-Chieti».
il tour di CALENDA.
«In questa regione che non trova i fondi per la sanità, costringendo gli abruzzesi ad andare a curarsi fuori, e che spende circa 87 milioni di euro l’anno per farli curare fuori dalla regione, cosa fa Marsilio?». Lo dice il segretario di Azione, Carlo Calenda, che lancia un appello: «Siamo fieri di essere al fianco del professor Luciano D’Amico, la scelta migliore per gestire la Regione, finalmente e sul serio».
TABACCI A CHIETI
Il leader di Centro Democratico, Bruno Tabacci, ha incontrato elettori e simpatizzanti: «L’Abruzzo in passato ha sempre potuto vantare un vertice regionale importante», sottolinea, «il nostro candidato Luciano D’Amico, che conosco molto bene, rappresenta una personalità di qualità per gli abruzzesi».
(hanno collaborato
Stefania Gervasini
e Veronica Marcattili
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