Marsilio rimette in pista la nuova legge elettorale

18 Settembre 2023

Centrodestra: il governatore ricandidato annuncia l’obiettivo di fine mandato Abruzzo Insieme: il Pd boccia subito la candidatura a presidente di Costantini

L’AQUILA. Il semestre bianco non ferma Marco Marsilio che rimette in pista la nuova legge elettorale con l’obiettivo di condurla in porto entro la fine della sua legislatura. Collegio unico regionale, liste di 45 candidati, tripla preferenza di genere, i punti cardini della riforma, che ad aprile scorso si è impantanata per i no di Lega, Forza Italia e opposizioni compatte, diventano un tema da cavalcare nella campagna elettorale per le regionali del 2024. Lo ha annunciato il presidente uscente e ricandidato dal centrodestra alla fine del suo primo comizio tenuto due giorni fa alla festa di Fratelli d’Italia. «Basta con i campanilismi», ha esclamato dal palco Marsilio, strappando applausi, con la precisazione scontata che la riforma non entrerà in vigore subito ma alle elezioni del 2029. Marsilio sa che questa volta non troverà Lega e Forza Italia a sbarrargli la strada. Ma nella foga e nella retorica del comizio non ha fatto i conti con lo Statuto della Regione Abruzzo che, all’articolo 14, dice chiaramente: «Nei sei mesi antecedenti la scadenza della legislatura, il Consiglio non può adottare, né modificare leggi in materia elettorale e sulle cause di ineleggibilità e incompatibilità alla carica di consigliere». Allora dovrà rinunciare a inserire la riforma, ritenuta storica, delle regole del voto nel palmares da sfoggiare in campagna elettorale, insieme agli altri obiettivi centrati in 4 anni e mezzo di governo, tra cui il Napoli calcio a Castel di Sangro, l’ex 5 Stelle Sara Marcozzi che ha virato a destra e il palazzaccio della droga abbattuto a Pescara.
Ciò che può proporre è un patto di fine legislatura con i partiti di maggioranza e opposizione per ottenere un sì che è comunque un buon risultato politico. Sull’altro fronte, quello di Abruzzo Insieme, intanto, la situazione di stallo diventa critica. Il tavolo regionale, che secondo alcuni si sarebbe dovuto tenere oggi pomeriggio a Pescara, è slittato senza alcuna data certa. E la mossa a sorpresa di Azione di candidare ufficialmente come presidente della Regione l’ex deputato Carlo Costantini, senza la tessera del partito di Calenda quindi da indipendente per superare il veto del Movimento 5 Stelle, non è piaciuta al Partito Democratico. Una mossa che può anche spacchettare l’accordo tra Pd e M5S che finora è l’unica certezza acquisita da Abruzzo Insieme. (l.c.)
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