Marsilio scrive al governo: vaccini agli studenti over 18

Tre richieste a Speranza: vuole anche il via libera per somministrare solo la prima dose
Tre richieste avanzate al governo dal presidente della Regione Marco Marsilio per accelerare sulla campagna vaccinale ed immunizzare il maggior numero di persone nel più breve tempo possibile. Le istanze sono state rivolte al ministro della Salute, Roberto Speranza e all’ormai ex commissario straordinario, Domenico Arcuri, che proprio ieri il presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi ha sostituito nominando per l’incarico il Generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo.
SCUOLA
Nella regione in cui tutte le scuole - dalle primarie alle superiori - sono chiuse con ordinanza del governatore Marsilio, l’idea è quella di incrementare la campagna vaccinale per il personale scolastico. Ieri il Centro ha svelato alcuni numeri relativi alle vaccinazioni proprio del personale scolastico, che in Abruzzo vede 26.271 interessati. Il referente regionale per le vaccinazioni ha annunciato l’arrivo, secondo le previsioni che vanno però confermate di settimana in settimana, di oltre 30mila dosi di AstraZeneca che potranno quindi essere utilizzate per immunizzare il personale docente e non fino a 65 anni. L’obiettivo di Marsilio è un veloce ritorno sui banchi di scuola in sicurezza ed è per questo che in una lettera inviata a Speranza ed Arcuri ha chiesto la possibilità di allargare la platea dei destinatari del vaccino anti Covid agli studenti abruzzesi che hanno compiuto il diciottesimo anno di età.
«A fronte della chiusura delle scuole sarebbe opportuno riuscire a vaccinare tutti gli studenti maggiorenni», spiega il presidente della Regione. «Si coprirebbe quasi un terzo della popolazione scolastica delle scuole medie superiori con notevoli benefici circa la prevenzione di focolai».
SUBITO LA PRIMA DOSE
Un’altra proposta avanzata da Marsilio al governo riguarda l’autorizzazione alla somministrazione immediata della prima dose, ritardando la seconda. «Autorizzare la somministrazione della prima dose rinviando i richiami, significherebbe liberare il magazzino attuale, con un incremento immediato del 25-30% delle persone vaccinate. Incremento che aumenterà con le prossime consegne. Troviamo convincenti le spiegazioni scientifiche più volte illustrate da scienziati e istituti di ricerca a favore di questa tesi, e speriamo che anche Governo e Commissario, insieme ad Aifa e Iss, possano condividerle. L’emergenza è adesso», continua Marsilio, «la terza ondata è arrivata e l’area metropolitana di Chieti-Pescara l’ha impattata tra le prime in Italia. Per interrompere la catena dei contagi occorre agire subito, e garantire al maggior numero possibile di persone di avere l’immunità garantita da una prima dose per arrivare fino all’estate, quando le condizioni climatiche, come accaduto lo scorso anno, concorreranno ad abbattere la velocità di circolazione. Dopo, avremo tutto il tempo e le dosi per completare i richiami.
PIÙ VACCINI
La terza richiesta riguarda l’implemento delle dosi vaccinali a disposizione per rafforzare le vaccinazioni nelle zone colpite dalla variante inglese in misura significativa e che sono state sottoposte a misure più restrittive. «Solo con una campagna mirata e più puntuale riusciremo a far fronte all’incremento di contagi che sono stati registrati in alcune aree della nostra regione», continua Marsilio. «Non si tratta solo di invocare “solidarietà”, che sappiamo non mancare da parte di nessuno. Spero si capisca che bloccare i focolai più aggressivi sia interesse di tutti, perché la battaglia che stiamo conducendo per confinare la variante inglese e impedirne la moltiplicazione e la diffusione incontrollata sul resto del territorio, serve a preservare tutta l’Italia da conseguenze peggiori». E l’Abruzzo proverà a dare il buon esempio su questo fronte: «Verrà pianificata una redistribuzione delle dosi disponibili in Abruzzo per incrementare la campagna nelle zone rosse. Venerdì scorso», conclude il governatore, «ho sottoposto questo tema ai sindaci dei capoluoghi e ai presidenti delle province, riuniti per una doverosa consultazione in vista della nuova ordinanza, e ho trovato da parte di tutti unanime consenso a questo modello solidale e collaborativo».

