Marsilio: siamo in corsa per vincere ovunque

5 Ottobre 2021

PESCARA. La migliore difesa è l’attacco e così il presidente della Regione, Marco Marsilio, nonostante le critiche mosse al governo regionale per un risultato che secondo i suoi avversari è...

PESCARA. La migliore difesa è l’attacco e così il presidente della Regione, Marco Marsilio, nonostante le critiche mosse al governo regionale per un risultato che secondo i suoi avversari è penalizzante per il centrodestra, ribalta il giudizio e si dichiara «soddisfatto perché il pronostico era un cappotto 5-0 nei grandi centri, ma non sarà così».
«In Abruzzo sono state cinque le grandi città al voto», osserva, «e in nessuna di queste il centrodestra governava. A Lanciano ci siamo giocati fino alla fine una possibile vittoria al primo turno, in una città che per il Pd era una bandiera che esprimeva il presidente della provincia, Mario Pupillo. A Vasto, Francavilla e Roseto, dove il Pd aveva il sindaco uscente (nel secondo caso l’uscente Antonio Luciani ha presentato la sua candidata Luisa Russo ndr) siamo in corsa. A Roseto è fuori dal ballottaggio il sindaco uscente Sabatino Di Girolamo, sonoramente bocciato dal suo elettorato, mentre William Di Marco si è giocato l’accesso al ballottaggio».
In sospeso la partecipazione al ballottaggio tra Di Marco e Tommaso Ginoble (civica). «A Vasto saremo al ballottaggio», aggiunge, «con l’uscente Francesco Menna che si ferma molto al di sotto del 50%. Ora sarà compito del nostro Giangiacomo raccogliere il consenso della maggioranza dei vastesi che non hanno voluto confermare il sindaco uscente». Marsilio punta i riflettori anche sui centri più piccoli. «Se poi scendiamo di livello», dichiara, «a Casalbordino abbiamo vinto, nella provincia di Pescara abbiamo fatto il cappotto, con i candidati del centrodestra che hanno battuto ovunque il Pd, comprese storiche piazze forti come Popoli. Non c’è dubbio: c’è stata una avanzata».
Su Sulmona, dove il centrodestra è fuori dal ballottaggio, il governatore offre una chiave di lettura diversa. «Su Sulmona c’è una storia particolare», spiega, «ma sono contento e non mi sono pentito della scelta fatta, che è di chiarezza e di coerenza per presentare un’alternativa a un sistema di potere. La pronosticata vittoria di Gerosolimo non c’è stata, si è fatta chiarezza al nostro interno».
«A Francavilla fino a poco tempo fa tutti avevano pronosticato una passeggiata di Luciani e Russo», chiude, «e invece i prossimi 15 giorni ci daranno la possibilità di ribaltare tutto. L’unica autocritica che ci possiamo muovere è quella di non essere stati più tempestivi nelle scelte, per dare modo ai nostri candidati di costruire una coalizione solida. I risultati sono stati soddisfacenti, per non parlare poi di Fratelli d’Italia che ha moltiplicato i consensi».(d.r.)
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