Marsilio: siamo regione strategica e passa da noi lo sviluppo del Sud

19 Maggio 2024

Il governatore parla al summit-Ambrosetti di Sorrento: infrastrutture e logistica i temi centrali «Non serve potenziare porti se non si investe sulle ferrovie, i container resterebbero in banchina»

L'AQUILA . «La questione delle infrastrutture in Abruzzo è decisiva per il Sud e per tutta l'Italia. L'Abruzzo rappresenta una regione di snodo, si passa per di qui anche quando non sembrerebbe come, per esempio, per il traffico delle merci e ferroviario». Il presidente della Regione, Marco Marsilio, ha sottolineato la «posizione strategica e baricentrica» dell'Abruzzo, anche in un'economia logistica e infrastrutturale. Lo ha fatto in occasione del Forum "Verso Sud", organizzato da The European House - Ambrosetti, che si è svolto a Sorrento, in cui è stato presentato il Libro Bianco sul Sud Italia, la terza regione più attrattiva del Mediterraneo.
ABRUZZO CENTRALE. «Prima si parlava di autonomia tra i Lep che devono essere rispettati», ha dichiarato Marsilio nel suo intervento, «voglio sottolineare quello alle connessioni, al diritto di muoversi e di muovere le merci. Ma se potenziassimo i nostri porti senza avere la logistica integrata, quindi le ferrovie, i container resterebbero sulle nostre banchine e farebbero fatica a essere instradati verso le varie destinazioni. L'Abruzzo resta uno snodo importante sui cui investire per potenziare le connessioni strategiche infrastrutturali».
Del resto "essere cerniera tra Europa e Mediterraneo allargato", è la visione strategica del Sud Italia contenuta nel Libro Bianco. Ruolo in cui l'Abruzzo si pone come elemento strategico. Il Libro Bianco si articola in quattro macro-capitoli: le evoluzioni del contesto euro-mediterraneo, la nuova edizione del Mediterranean Sustainable Development Index, le sfide di attrattività del Sud Italia. Infine, l’agenda per il Sud, con proposte per il potenziamento delle filiere strategiche territoriali.
MEDITERRANEO ATTRATTIVO. In base alla nuova edizione del Mediterranean Sustainable Development Index, l'indice progettato da Teha per misurare l’attrattività e la competitività del Sud Italia, su un orizzonte di 13 anni e per un totale di oltre 16.500 dati censiti, il Sud si conferma come la terza regione più attrattiva tra i 22 Paesi del Mediterraneo considerati nell’analisi. In particolare, si posiziona al quinto posto secondo l'analisi economica, al terzo quanto a dotazione, che considera gli asset a disposizione del territorio, al quarto posto per innovazione e cultura e al settimo posto per il sociale. L’analisi di Teha ha messo in luce come «lo sviluppo economico del Sud Italia nel quadro euro-mediterraneo passi anche attraverso la crescita della sua attrattività per gli investimenti e gli insediamenti produttivi, che negli ultimi anni stanno registrando una performance positiva». Infatti, nel triennio 2018-2021 la variazione nel numero di addetti delle multinazionali estere in Italia è stata del 32% contro una media nazionale del 15%: circa 48 mila unità in più. Se il Sud si allineasse alla media del Centro-Nord, si genererebbero 14 miliardi di euro di valore aggiunto in più e 240 mila nuovi posti di lavoro.
OTTIME PERFORMANCE. Il Sud è al quinto posto nel Mediterraneo per consumi da fonti rinnovabili e rappresenta il 39,1% di tutta l’energia rinnovabile prodotta in Italia nel 2022.
Altro settore preso in considerazione è quello delle imprese manifatturiere. Nel Sud Italia, attualmente, operano le tre maggiori fabbriche italiane per numero di occupati: contestualizzando questi dati nel più ampio scenario produttivo europeo, il Sud Italia si collocherebbe al settimo posto per numerosità di imprese manifatturiere tra i 27 Paesi dell'Ue. In crescita anche il turismo che, tuttavia, presenta ampi margini di miglioramento: se il Sud Italia si allineasse alla media di aree mediterranee come Creta e isole egee, Est della Spagna, Corsica, Provenza, in termini di arrivi turistici stranieri, si potrebbero attrarre 70 milioni di turisti stranieri in più.
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