Mascella rotta con il pugno Condannato a tre anni

Dennis Petalli resta in carcere dopo l’aggressione lungo la strada parco
PESCARA. Si era tradito da solo, vantandosi del pugno in faccia con cui aveva mandato in ospedale, per avergli fracassato la mandibola, un 38enne di cui a luglio avevano parlato i giornali. A distanza di sette mesi da quel drammatico episodio, il responsabile è stato condannato. Per Dennis Petalli, 28 anni, di origini albanesi, tre mesi di reclusione da scontare in carcere, dove è rinchiuso dallo scorso novembre su disposizione del pm Salvatore Campochiaro in seguito alle indagini della Mobile e dell’Anticrimine. Giovedì scorso il gip Antonella Di Carlo ha condannato il 28enne per lesioni personali aggravate da futili motivi, senza concedergli i benefici della sospensione della pena, in considerazione della gratuità dell’azione, senza alcuna giustificazione, nei confronti di una persona sconosciuta. Nessuna attenuante, dunque, con una provvisionale di 5mila euro per il risarcimento da valutare in sede civile, e le spese processuali a carico.
«È vero, l’autore del gesto efferato è stato punito con la reclusione, e resterà in carcere per i prossimi tre anni», commenta il procuratore della parte civile, l’avvocato Ugo Marinelli, «ma in realtà, ad essere usciti sconfitti da questa triste vicenda sono due giovani: da una parte il mio assistito, che a 39 anni si ritrova con il volto rovinato e con dolori nel corpo e nella mente che lo accompagneranno per tutta la vita, dall’altra un ragazzo di 28 anni che, per una violenza dettata da “futili motivi”, starà in carcere per i prossimi anni. Vorrei porre l’attenzione», aggiunge il legale, «proprio su questo: la violenza, soprattutto quella gratuita, porta conseguenze serie. Forse non è il primo episodio che si verifica in città, ma gli artefici di simili violenze è bene che sappiano che le forze dell’Ordine e la magistratura non smettono mai di cercare i colpevoli e di assicurarli alla giustizia. A questo ragazzo, che tramite il suo avvocato Alessandra Michetti farà ricorso, per due volte sono stati negati i domiciliari in questi mesi, e anche adesso che ha chiesto di poter scontare una pena alternativa al carcere gli è stato negato. Tutto questo», conclude l’avvocato colpito dal nuovo episodio di domenica notte in piazza Unione, «deve far riflettere con molta attenzione soprattutto i ragazzi. Non ci si rende conto che per simili bravate ci possono essere condanne, sul piano penale che comportano condanne serie». (s.d.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

