Mascherine, stop sui bus ma restano negli ospedali

Il ministro della Salute firma la proroga alla vigilia della scadenza dell’obbligo
L'AQUILA . Mascherine sul volto ancora per un mese negli ospedali e Rsa. Obbligo abolito, invece, sui mezzi di trasporto a partire da domani.
È la linea decisa dell'esecutivo, che ha prolungato fino al 31 ottobre l'utilizzo del dispositivo di protezione in strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali, incluse le strutture di ospitalità e lungodegenza, le residenze sanitarie assistite (Rsa), gli hospice, le strutture riabilitative, le strutture residenziali per anziani, anche non autosufficienti. Una decisione che vede d'accordo medici e sanitari mentre continua la crescita dei contagi da Covid-19.
Dovranno dunque continuare ad indossare la mascherina lavoratori, utenti e visitatori delle strutture sanitarie. Così ha deciso il ministro Roberto Speranza. Scatta invece lo stop alle mascherine sui mezzi di trasporto.
DOVE NON SI USERANNO PIÙ. Gli studenti che si recano a scuola con i mezzi pubblici, autobus, metro o treni, da domani saranno liberi di viaggiare senza mascherina.
L’obbligo era stato prorogato dal Governo fino ad oggi, 30 settembre, su navi e traghetti adibiti a servizi di trasporto interregionale, treni impiegati nei servizi di trasporto ferroviario passeggeri di tipo interregionale, Intercity, Intercity Notte e Alta Velocità, autobus adibiti a servizi di trasporto di persone tra più di due regioni, mezzi impiegati nei servizi di trasporto pubblico locale o regionale e mezzi di trasporto scolastico dedicato agli studenti di scuola primaria, secondaria di primo grado e di secondo grado. Alla scadenza, come previsto, non c'è stata alcuna ulteriore proroga.
COSA ACCADE A SCUOLA. L’obbligo di indossare la mascherina a scuola è decaduto già il 31 agosto scorso. Viene lasciata, pertanto, agli studenti e al personale la facoltà di scegliere se indossarla o no. Ma con alcune eccezioni: devono, infatti, utilizzare la mascherina di tipo Ffp2 bambini e studenti con sintomi respiratori di lieve entità e in buone condizioni generali, anche se non presentano febbre. Il vademecum del ministero della Salute indica la necessità di indossare mascherina chirurgica o Ffp2 «fino a risoluzione dei sintomi e avendo cura dell’igiene delle mani e dell’osservanza dell’etichetta respiratoria personale scolastico e alunni a rischio». In questo caso la mascherina è la Ffp2 e la fornitura è carico della scuola, su indicazione del medico competente.
L’utilizzo della mascherina resta obbligatorio in caso di contatti stretti. Nel vademecum inviato alle scuole il ministero ricorda che «a coloro che hanno avuto contatti stretti con soggetti confermati positivi al Sars-CoV-2 è applicato il regime dell’autosorveglianza, che consiste nell’obbligo di indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo Ffp2, al chiuso o in presenza di assembramenti, fino al decimo giorno successivo alla data dell’ultimo contatto stretto.
Se durante il periodo di autosorveglianza si manifestano sintomi di possibile infezione da Covid, è raccomandata l’esecuzione immediata di un test antigenico o molecolare per la rilevazione del virus che in caso di risultato negativo va ripetuto, se ancora sono presenti sintomi, al quinto giorno successivo alla data dell’ultimo contatto".
OSPEDALI E RSA. In questo caso resta l’obbligo non solo per gli operatori ma per tutti coloro che entrano in una struttura sanitaria per un semplice controllo ambulatoriale, un ricovero, un esame ospedaliero oppure per fare visita ad un paziente ricoverato. Il Governo infatti ha scelto la strada della cautela e del buon senso. Proprio su questo tema si era concentrata l'attenzione dei tecnici del ministero, dopo l'allarme lanciato dai virologi che ritengono opportuno prolungare di qualche mese l'utilizzo della mascherina nelle strutture ospedaliere e, più in generale, sanitarie, dove si trovano pazienti fragili e più esposti agli effetti negativi del virus.
AL LAVORO. La seconda scadenza in arrivo sarà quella del 31 ottobre quando cesseranno i protocolli di sicurezza sui luoghi di lavoro, che tra le altre cose prevedono, in alcuni casi, la misurazione della temperatura all'entrata e l'uso delle mascherine al chiuso, quando non si può mantenere il distanziamento tra colleghi.
Per il settore privato è un protocollo sottoscritto dalle parti sociali a indicare come comportarsi: l'obbligo di mascherina per i colleghi che lavorano fianco a fianco, senza possibilità di rispettare la distanza di sicurezza, è previsto fino al 31 ottobre. Sarà il nuovo Governo, quando incontrerà sindacati e rappresentanti dei lavoratori, a decidere eventuali prescrizioni e altre misure specifiche.

