Masci: «Adesso basta illegalità interventi duri su Rancitelli»

28 Agosto 2020

Dopo l’ultimo atto intimidatorio al Ferro di cavallo è polemica sulla sicurezza nel quartiere Del Trecco attacca il governo per aver bloccato gli sfratti e invita a fare i nomi degli abusivi

PESCARA. Solidarietà e polemiche attorno all'atto intimidatorio che si è consumato nei giorni scorsi a Rancitelli. Un residente nel Ferro di cavallo, il complesso residenziale popolare di via Tavo, ha trovato la propria auto, parcheggiata nel cortile, con lunotto e vetri laterali rotti. Un danneggiamento che ha fatto seguito alle minacce ricevute dal membro del comitato “Per una nuova Rancitelli”, nei giorni precedenti.
LA SOLIDARIETÀ DEL SINDACO Dal primo cittadino, Carlo Masci, arriva la solidarietà per quello che definisce «odioso atto vandalico. Episodio dinanzi al quale, come amministrazione, esprimiamo tutta la nostra vicinanza a chi ne ha subito gli effetti morali e materiali». Il sindaco assicura massimo impegno per incrementare i livelli di sicurezza. «Una cosa è certa», rimarca Masci, «contrasteremo, grazie all’impegno del prefetto e del questore, chiunque pensi di poter vivere nella violenza e in barba alla legge». Dall'amministrazione non tarda ad arrivare nemmeno la secca replica al vicepresidente del consiglio regionale, Domenico Pettinari, che aveva accusato Comune e Regione di sfratti farsa con il risultato di lasciare il quartiere in mano a disonesti e abusivi. «A oggi nessuno di quegli alloggi Ater», ribatte l’assessore all’Edilizia residenziale pubblica Isabella Del Trecco, «è stato illegittimamente riconquistato, in quanto quelle stesse case sono state subito riassegnate agli aventi diritto». Per l'esponente in giunta, le accuse del pentastellato vanno rivolte al governo «che, escludendo soltanto i casi previsti dagli articoli 633 e 639 del codice penale, ha bloccato gli sfratti fino al 31 dicembre 2020». A Pettinari l'assessore rivolge l'appello a denunciare abusivi dei quali è a conoscenza.
“FUORI I NOMI DEGLI ABUSIVI” Invito «a comunicarci i nomi di quanti occupano abusivamente gli alloggi Ater, che oltretutto sono beni di diretto interesse della Regione» rilanciato anche dal capogruppo di Fratelli d'Italia in consiglio comunale, Fabrizio Rapposelli. «Contrariamente a quello che si sostiene», dice Rapposelli, «in accordo con la Regione e con quanto programmato con il sindaco Masci e con la maggioranza, da tempo abbiamo individuato la soluzione per risolvere un problema non solo annoso, ma radicato a Rancitelli: noi abbatteremo il Ferro di cavallo, il fabbricato che è simbolo di degrado e illegalità».
CRITICHE DALLE ASSOCIAZIONI Al fianco della vittima dell'episodio e del comitato “Per una nuova Rancitelli” si schiera anche Azione Civile, che attraverso le parole del presidente Antonio Ingroia, critica le istituzioni per «l’indifferenza, la minimizzazione e la sottovalutazione. Contro il narcotraffico, il racket, le estorsioni e ogni violenza criminale non è accettabile nessuna indecisione e nessun tentennamento, i cittadini devono denunciare e non arrendersi e tutte le istituzioni devono essere in campo ogni giorno, senza indugi, con azioni incisive ed efficaci». Altro sdegno arriva dall’Associazione antimafie Rita Atria - PeaceLink Abruzzo che ribadisce «sostegno ai cittadini onesti e coraggiosi e a coloro che non si rassegnano all’arroganza dei sistemi criminali. Basta indugi, silenzi, ipocrisie, accettazione e indifferenza. Non è accettabile ed è vergognoso che si continui a far finta di non vedere, a girare la testa dall’altra parte». «Non è possibile», va avanti l'associazione, «che in questi mesi, tranne il comitato e ben poche altre voci, tra cui la nostra, hanno denunciato e si sono schierate contro lo sfregio all’interesse pubblico, la violazione di tutte le norme anticontagio e le sfide di certe famiglie, anche se probabilmente sarebbe più giusto chiamarle clan, a partire dai fuochi d’artificio che si vedono e sentono a decine di chilometri e in comuni limitrofi».
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