Masci: «Adesso la nostra città cambia in meglio»

Il sindaco scrive al Centro: siamo pronti a riportare vita e socialità negli spazi riconquistati di Pescara
Gli arresti operati dalle forze dell’ordine a Pescara non vanno considerati solo come un significativo episodio di cronaca nera, quanto piuttosto il segnale eloquente rivolto all’intera comunità pescarese che in maniera sistemica si sta lavorando da tempo per migliorare la città e la qualità della vita, agendo sulle devianze criminali e sul disagio sociale. Se l’operazione dei carabinieri, ai quali vanno la mia stima e il mio plauso, è il rimedio a un problema di ordine pubblico, essa è altresì l’aspetto più esteriore di un’azione amministrativa che agisce invece sulla prevenzione e sulla manifestazione di un sintomo che va isolato prima che possa diffondersi nel tessuto cittadino.
La nostra filosofia politica è sempre stata quella di una Pescara meno monocentrica e pluridirezionale, con il coinvolgimento e il recupero delle marginalità, come tutte le nostre iniziative a partire da quelle culturali stanno a dimostrare. I cambiamenti sono in atto, anche se a volte si preferisce non vederli e non avvertirli, ma sono strutturali e non di facciata. C’è stato e c’è un chiaro cambio di passo che ha cominciato a dare i suoi frutti e altri ne darà in prospettiva, in un processo generale di crescita e di riqualificazione urbana. Mi preme qui sottolineare alcuni passaggi significativi in tale direzione, che questa amministrazione sta progressivamente applicando con metodo affinché anche nelle zone più difficili venga percepita la vicinanza delle istituzioni e diffuso il senso della legalità e del rispetto delle regole della civile convivenza. Mi riferisco, a esempio, alle case confiscate alla criminalità, sottratte in forza della legge e destinate a progetti di altissima valenza sociale, come il supporto alle persone che versano in stato di difficoltà o di disagio nella sfera personale, patrimoniale, lavorativa e familiare. Ma anche alla decisione con la quale ci siamo confrontati con questioni difficilissime che si trascinavano da sempre senza che nessuno avesse la determinazione giusta ad affrontarle per quello che erano e per quello che rappresentavano, come l’abbattimento del Ferro di cavallo, presidio prima inespugnabile dello spaccio di droga, oppure dei tre palazzi di via Lago di Borgiano, abbandonati da anni nel degrado, che rappresentavano un autentico corpo estraneo. Nel nostro programma abbiamo disegnato le linee di intervento, promuovendo, in questi spazi riconquistati, la realizzazione di piazze e luoghi di aggregazione, le occasioni di socializzazione, la valorizzazione delle risorse e delle energie dell’associazionismo, la voglia di fare e di essere protagonisti attivi del cambiamento delle persone oneste che sono la stragrande maggioranza. Le istituzioni ci sono, e lo dimostrano quotidianamente, schierate al fianco di coloro che credono come noi a una città migliore e più vivibile, che non si arrendono fatalisticamente alle cose come stanno ma si impegnano a cambiarle per il meglio.
*sindaco di Pescara.

