Masci ai commercianti: «Non chiudo le piazze ma dovete collaborare»

Previsti maggiori controlli e accessi selezionati nel prossimo week-end «Quella massa imponente di persone in centro non si deve più vedere»
PESCARA. Consentire alle attività che rispettano le regole di continuare a lavorare, ma al tempo stesso impedire che nel prossimo weekend si ripetano le immagini viste sabato, con la piazza cuore della movida pescarese letteralmente presa d'assalto. È la sfida che attende il sindaco Carlo Masci, che già da ieri ha cominciato a studiare insieme al prefetto Giancarlo Di Vincenzo e al questore Luigi Liguori il piano di azione per il prossimo fine settimana. Il primo weekend di zona gialla per Pescara ha registrato un'affluenza in bar e ristoranti, specie quelli concentrati in piazza Muzii, il distretto del food and beverage più grande d'Abruzzo, fuori controllo, tra tavolini vicinissimi e clienti, troppi, per giunta senza mascherine, che hanno approfittato eccessivamente delle libertà connesse alla zona di rischio più bassa. Ora si tenta la corsa ai ripari per non tornare sabato e domenica prossima, giorni in cui l'Abruzzo dovrebbe ancora restare in zona gialla, a ripetere scene che, in piena emergenza sanitaria, con i contagi in continuo aumento e la situazione ospedaliera quasi al collasso, non possono ripresentarsi.
«Quello che è successo sabato, non deve riaccadere», tuona il sindaco Masci. «Di fronte a una massa così imponente e incontrollata di persone che si sono riversate nelle nostre piazze, le forze dell'ordine, pur presenti in numeri rilevanti, non hanno la possibilità di agire più di tanto. Per questo da oggi, insieme al questore e al prefetto stiamo valutando il da farsi».
Misure aggiuntive sono state adottate già da domenica, quando nel centro città, le forze dell'ordine hanno fatto riprese audiovisive nei locali per verificare il rispetto dei numeri consentiti. «Abbiamo degli strumenti informatici che ci permettono di muoverci», afferma il primo cittadino, «senza creare tensioni sul territorio. Questa opzione l'abbiamo attuata domenica, facendo fare dei filmati nei locali aperti, in modo da contravvenzionare, sulla base delle registrazioni, chi non rispetta le normative anti Covid. Abbiamo fatto passare gli altoparlanti per avvisare la cittadinanza. Domenica, infatti, già poco dopo le 18, piazza Muzii era vuota. Per il prossimo fine settimana stiamo ragionando con il questore e il prefetto per permettere alle attività di lavorare e allo stesso tempo, impedire ai furbi, che danneggiano tutti gli altri, di svolgere le attività fuori dalle regole. Non voglio arrivare alla chiusura delle piazze, ma a un controllo più capillare». Insomma, sembrano escluse per il momento ordinanze restrittive che potrebbero portare a fermare completamente il commercio. «Dobbiamo pensare a un ingresso selettivo», specifica Masci, «con il blocco degli accessi, oltre un certo numero. Stiamo lavorando su questo e ci vorrà la massima collaborazione degli esercenti. Come abbiamo già fatto in passato, possiamo ipotizzare un sistema misto di sicurezza pubblica e vigilanza privata dei commercianti per controllare i numeri. L'alternativa finale è la chiusura, ma non voglio arrivare a tanto». Un discorso più flessibile sul commercio, rispetto invece alla necessità di adottare misure più stringenti nel mondo della scuola che sabato ha portato il primo cittadino alla chiusura di tutte le scuole dell'infanzia, medie ed elementari fino al 16 febbraio. «Non è stata una scelta presa a cuor leggero e mi rendo conto che è una decisione che incide sulle famiglie, ma la diffusione della variante inglese ha cambiato completamente i termini del problema», commenta Masci. «Mi sono poggiato sul parere tecnico della Asl. Nei primi quattro giorni del mese, i casi tra i bambini dai 3 ai 12 anni sono saliti dal 4 al 14 per cento. Ho dovuto decidere con urgenza, non basandomi su interessi o emozioni, ma su dati scientifici, che ci dicono che la variante inglese è più contagiosa e colpisce di più quella fascia di età. Fino al 16 febbraio, termine dell'ordinanza, con la Asl valuteremo l'evoluzione e i risultati e decideremo il da farsi».

