Masci: al via 100 milioni di lavori Ricandidarmi? Si decide insieme

31 Dicembre 2022

Il sindaco annuncia: «Un 2023 di grandi opere, avvieremo la sede della Regione sull’area di risulta» La fusione con Montesilvano e Spoltore: «L’obiettivo è diventare punto di riferimento dell’Adriatico»

PESCARA. «Stasera sarò in piazza Salotto in mezzo alla gente. Il Capodanno in piazza l’ho inventato proprio io, da assessore al Turismo, il 31 dicembre 1999 con lo spettacolo di Gabriele Cirilli e la musica: un successo. Un successo anche il concerto del giorno dopo, il 1° gennaio 2000 con Carmen Consoli, Max Gazzè e Alex Britti». Il sindaco Carlo Masci chiude il 2022 sul palco della festa con Marco Papa e Vincenzo Olivieri, poi inizierà il suo ultimo anno (intero) da sindaco: «Ho così tanto da fare che non ci avevo ancora pensato». Nel 2024 si tornerà al voto: «Se mi ricandiderò? Queste cose si decidono insieme ai miei compagni di viaggio».
Sindaco, cosa si augura per il 2023?
«Ai pescaresi auguro un anno di serenità e tranquillità: nell’ultimo periodo è successo di tutto, dalla pandemia con la crisi sanitaria fino alla guerra con la crisi umanitaria ed economica. Mi auguro che sia un anno di rinascita, riscatto e ripresa. Un anno di azione: Pescara ha sempre la forza di reagire e lo dimostra in ogni occasione: sono fiducioso».
E su cosa poggia questa fiducia?
«Nel 2022, il Comune ha trattato 9mila pratiche edilizie mentre nel 2019 erano state tremila: uno scossone positivo».
I dati dicono che sono in aumento i cittadini che chiedono aiuto ai servizi sociali: perché?
«È vero: nel 2019 erano stati 8mila mentre quest’anno il numero è salito a 13mila: è una conseguenza della crisi. Ma il Comune di Pescara, per il sociale, ha sempre dato risposte pronte grazie a una rete di protezione che parte dall’amministrazione e si sviluppa con le associazioni per arrivare agli ultimi».
Avete presentato grandi progetti: cosa accadrà nel 2023?
«Abbiamo acceso un faro sui buchi neri che erano stati trascurati per troppi decenni. Il primo esempio è il Ferro di Cavallo che nel 2023 sarà abbattuto: cancelleremo una situazione inaccettabile. Sulla mobilità, abbiamo risolto il caso delle incompiute della strada pendolo che garantirà spostamenti rapidi in città. All’ex campo Rampigna sarà realizzato un parco archeologico grazie a un finanziamento di 7,7 milioni. Il mare, da problema per la città con l’inquinamento, è diventato un punto di forza e la Bandiera Blu sarà confermata anche per il 2023. Piazza Salotto? Era diventata un luogo triste mentre è rinata grazie alla fontana interattiva e ha riacquistato una funzione sociale».
Sede della Regione sull’area di risulta: perché sì?
«Nel 2023 si farà la bonifica e inizieremo a fare ciò che si è sempre detto: i parcheggi in un edificio dedicato, un parco di 6,5 ettari e la sede della Regione che è frutto di un ragionamento strategico: quell’area è la più ampia in città ed è la più raggiungibile da ogni parte d’Abruzzo senza inquinare».
Oggi è il 31 dicembre 2022: la Pescara di oggi è migliore di quella del 2021?
«La città è in grande trasformazione per esprimere tutte le sue potenzialità. Abbiamo puntato sul governo del cambiamento: non vogliamo subire il cambiamento. La qualità della vita qui cresce costantemente: i numeri premiano Pescara rispetto alle altre città abruzzesi e questa è la misura delle cose fatte bene. Nel 2023 vogliamo puntare sul verde, realizzare anche il parco nord, oltre 40mila metri quadrati, e accorperemo i comparti 4 e 5 della pineta. L’ex Cofa? Finalmente c’è una prospettiva dopo 30 anni di abbandono».
Nel 2022 avrebbe voluto fare di più o sente di aver fatto il massimo?
«Ci siamo posti obiettivi altissimi e non era affatto scontato che li cogliessimo e invece abbiamo ottenuto il massimo: nel 2023 partiranno circa 100 milioni di lavori grazie ai fondi del Pnrr. La nostra amministrazione ha prodotto dieci volte di più rispetto alle precedenti».
Ha qualche rimpianto?
«Il cruccio è che, da troppi anni, la città non riesce ad avere un mezzo pubblico di trasporto all’avanguardia che ci permetterebbe di abbattere l’inquinamento prodotto da 120mila macchine che ogni giorno entrano a Pescara. Se ci fosse la filovia, avremmo fatto un grande salto di qualità e invece Pescara è vittima delle diatribe tra ministero delle Infrastrutture e giustizia amministrative. Il cambiamento comporta scelte, rinunce e accoglimento di novità: tutti guardano alla bellezza di una farfalla ma non pensano al percorso di trasformazione da bruco a farfalla».
Il 2023 dovrebbe segnare l’avvicinamento alla Nuova Pescara: la fusione con Montesilvano e Spoltore è fissata al 1° gennaio 2024, sarà così?
«Ci stiamo lavorando anche se rimangono resistenze da Montesilvano e Spoltore, spigolosità che però si stanno smussando. Montesilvano e Spoltore ritengono che occorra più tempo mentre io resto dell’avviso che è possibile partire nel 2024. In ogni caso, ormai l’obiettivo è lo stesso: creare una grande città che sia punto di riferimento dell’Adriatico».
Come sono i rapporti con i sindaci di Montesilvano e Spoltore, Ottavio De Martinis e Chiara Trulli?
«Ottimi e di grande rispetto. Sul fronte amministrativo, ragioniamo per il nostro territorio che è unico. E poi c’è simpatia».
E con la Regione?
«Sintonia perfetta con il presidente Marco Marsilio e con il presidente del consiglio Lorenzo Sospiri e sarà così anche con il governo nazionale».
Il 2023 sarà l’ultimo anno intero da sindaco: non dica che non lo sapeva.
«Sono talmente impegnato a lavorare, praticamente 15 ore al giorno a volte anche 16, dormo pochissimo, che non mi sono accorto di tutto questo tempo trascorso. Per me l’anno nuovo sarà come i precedenti: lavorerò per gli obiettivi prefissati. Per esempio, faremo un auditorium per il Conservatorio e uno studentato all’ex Ferrhotel».
E si ricandiderà?
«Non ci ho ancora pensato. Queste cose si decidono insieme ai miei compagni di viaggio che finora sono stati preziosissimi: promuovo tutti gli assessori e i consiglieri e i partiti ci hanno sostenuto in pieno. Siamo una squadra politica che si muove all’unisono. Ma devo ringraziare anche la squadra amministrativa che funziona ed è efficace ed efficiente. Sono contento di aver trasferito a tutti il mio amore per la città».
Cosa cambierebbe del 2022?
«La vicenda di viale Marconi è una ferita aperta mentre rappresenta il centro di un cambiamento di mobilità e anche culturale. Purtroppo questo cambiamento trova resistenze ma non in chi, adesso, percorre la strada in appena tre minuti ma in chi ha sempre voluto le macchine ferme in seconda fila. Mi auguro che questa situazione si ricomponga ma serve un cambio di mentalità».
Lei è del Sagittario, l’oroscopo di Paolo Fox dice che per chi lavora in gruppo «dovrà cambiare qualcosa»: mica ha in mente un rimpasto?
«All’orizzonte non c’è niente perché sono soddisfatto del lavoro di tutti. E poi adesso bisogna essere compatti: uniti per un obiettivo e cioè una Pescara più bella, vivibile e attraente».