Masci dà un calcio alle critiche «La chiusura all’1.30 funziona»

14 Giugno 2021

Il sindaco smorza le polemiche e traccia un bilancio positivo del primo fine settimana «Il Comune deve trovare un equilibrio tra gli interessi di tutti. Vogliamo ordine non il caos»

PESCARA. «Si deve trovare un equilibrio, e lo deve trovare il Comune, anche se in passato non è stato fatto. Per ora ci siamo riusciti». Nella polemica infinita sull’orario dei locali del divertimento, il sindaco Carlo Masci prova a smorzare i toni, a pacificare, visto che i gestori delle attività non sono soddisfatti della prima ordinanza estiva (fino al 7 luglio), perché vorrebbero lavorare di più, e i residenti della zona della movida continuano a ribadire il diritto a riposare, senza essere bombardati dal rumore notturno, annunciando azioni legali e misurazione dei decibel.
«Io cerco di dare risposte a tutti», dice Masci riferendosi agli orari imposti (a mezzanotte e trenta dalla domenica al giovedì e all’una e trenta il venerdì e il sabato nelle zone di piazza Muzii e del centro storico, trenta minuti in più nelle altre zone, escludendo da questi limiti le attività artigianali, come le gelaterie e le cornetterie, e quelle di commercio al dettaglio sulle aree pubbliche). «La città è di tutti e deve essere vissuta da tutti, prevale la logica della città intera», sottolinea Masci spiegando il suo punto di vista. «Il Covid ci ha insegnato che le battaglie si vincono insieme e, per me, gli scontri all’arma bianca non portano vantaggi a nessuno. Ci vuole concordia», dice invitando alla riflessione. «Le opportunità da cogliere sono tante, ma senza esagerare. Si può apprezzare ciò che offre Pescara senza creare situazioni del passato» per cui «le cose vanno gestite, controllate, per evitare situazioni che possono compromettere l’appeal del capoluogo. E le polemiche non fanno bene», a partire da quella sul coprifuoco: «Non è vero che lo abbiamo istituito, chi lo dice non fa bene ai locali», continua il sindaco. Per Masci i primi «segnali» sull’andamento della stagione sono arrivati tra sabato sera e ieri perché la città «scoppiava di gente, era piena di vita, in spiaggia sembrava Ferragosto», per cui siamo già «sulla buona strada. Sarà così per tutta l'estate», prevede il sindaco. Sono state «smentite dai fatti tutte le cassandre che continuano a rappresentare falsamente un coprifuoco che non esiste, per motivi politici o piccoli interessi di bottega», scrive su Facebook. «Pescara non ha bisogno di andare oltre il limite di ciò che può essere accettato da tutti per avere il massimo delle presenze, ha già tutto per soddisfare le esigenze di chiunque frequenti e viva la città. Quello che vogliamo per Pescara è divertimento con la massima garanzia di tranquillità: è la ricetta giusta per una città che vuole volare alto e non inseguire ogni genere di pretesa».
Guardando all’esperienza di «un paio di decenni fa, quella del centro storico», Masci fa notare che «abbiamo visto com'è finita, dopo essere andati oltre i limiti: il primo luogo di intrattenimento del "food and beverage" è stato messo in ginocchio dal caos di una massa di persone fuori controllo, di notte. Conviene a tutti una città più ordinata, meno caotica, più accogliente, anche a quelli, per la verità pochi ma rumorosi, che oggi gridano "al lupo al lupo"». La città a cui pensa il sindaco è quella che «ha anche la capacità e la forza di stabilire quando è il momento di dire "Ci vediamo domani"». Sono queste «le premesse» che pone l’amministrazione sul tavolo del confronto con le varie parti, cominciando dagli operatori che chiedono di più. Partendo da queste basi «siamo pronti ad ascoltare tutti e a confrontarci con tutti, per il bene di Pescara. E non serve urlare, non porta risultati. Non vince chi urla di più». Ultimo appunto: «È improponibile il paragone della nostra città con le altre».
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