Masci fa da paciere per i Premi Flaiano rimasti senza sede

Dopo il no dell’Ente Manifestazioni per il teatro D’Annunzio il sindaco tenta la mediazione e convoca un incontro
PESCARA. Potrebbe essere il giorno della pace tra Carla Tiboni, presidente dei Premi internazionali Flaiano, e Valter Meale, presidente dell’Ente Manifestazioni Pescaresi. Lo strappo, inatteso, c’è stato qualche giorno fa quando Tiboni ha inviato la richiesta all’Ente per chiedere la disponibilità del teatro d’Annunzio per la prossima edizione dei Premi, quella dell’anno prossimo, e si è sentita rispondere, tramite mail, che la struttura non è disponibile, essendo occupata da Funambolika e da altre manifestazioni. Già due giorni fa Meale ha dichiarato al Centro che l’Ente ha intenzione ospitare i Premi al teatro d’Annunzio, come storicamente è sempre avvenuto. E questa mattina, alle 9.30, Tiboni è stata invitata in Comune dal sindaco Carlo Masci che ha subito cercato di smorzare i toni delle polemiche dicendo che una soluzione sarebbe stata comunque trovata, tra il teatro e piazza Salotto, e che ora l’obiettivo deve essere quello di riportare le spoglie di Flaiano a Pescara, dalla frazione di Maccarese di Fiumicino. Con Tiboni, oggi, ci dovrebbe essere anche Meale.
«Il sindaco», spiega Tiboni «mi ha convocata per cercare una soluzione e sono ben lieta se si troverà. Sarei contenta se i Premi si tenessero qui, sono la prima a volerlo», sottolinea Tiboni riassumendo ciò che è accaduto. «Noi, appena finita una edizione, prenotiamo subito gli spazi per l’anno successivo, già il giorno dopo: dobbiamo saperlo con certezza, per ottimizzare l’organizzazione. Quest’anno, con una mail a firma del presidente dell’Ente, ho ricevuto in diniego netto rispetto alla possibilità di poter utilizzare il teatro a fine giugno e nel primo fine settimana di luglio del 2022. E sapere di non avere un luogo a disposizione è stato spiazzante. A me basta sapere, dovendo avviare il lavoro di un anno, dove si svolgeranno i Premi nel 2022» tanto più che si va verso due edizioni celebrative, «particolari», per il 50esimo ’anniversario della morte di Flaiano e per la cinquantesima “volta” dei Premi, nel 2023. Il diniego è stato «tranciante» ed è apparso strano, a Tiboni, perché «quest’anno abbiamo convissuto con Funambolika senza problemi: il pubblico delle due manifestazioni è diverso ed è anche giusto che ci siano più offerte».
Tiboni guarda alla via d’uscita di questo inghippo improvviso. «Io sono abituata a lavorare. Per lavorare devo avere dei criteri e ho la necessità di sapere dove si svolgono i Premi, tanto più che la sede è identitaria», non solo per questo ma anche per altri eventi dello stesso tipo. «Ero molto dispiaciuta per quello che è accaduto anche perché mio padre ha lavorato per l’Ente manifestazioni, per cui c’è anche un valore affettivo, personale, così come provo delle emozioni particolari entrando al d’Annunzio, che mi ricorda mio padre», Edoardo. L’incontro di oggi potrebbe essere decisivo ma «avrei comunque fatto di tutto per trovare una soluzione pescarese, ce l’ho nel Dna», aggiunge il presidente dei Premi. «La manifestazione è cresciuta, sarebbe una grave perdita per Pescara ed è importante per lo sviluppo culturale perché veicola l’Abruzzo e lo proietta in una dimensione internazionale».

