Masci: facciamo lavorare i negozi così eviteremo il rischio usura

Il sindaco lancia l’assist a Marsilio contro il Governo: «Qui a Pescara i numeri sono da fascia gialla» Via ai controlli per strada delle forze dell’ordine e alle iniziative per aiutare gli anziani soli a Natale
PESCARA. «La nostra città vive di commercio, non può permettersi di continuare ad avere i negozi chiusi, perché se aggiungiamo alla crisi economica causata dalla pandemia anche la mancanza di incassi a Natale, potremmo ritrovarci a gennaio con gran parte delle attività chiuse. E, si sa, la criminalità si inserisce a gamba tesa in queste situazioni di difficoltà con l’usura o con l’acquisto dei locali a prezzi stracciati. Chi vive e conosce il territorio lo capisce più degli altri. Noi amministratori avevamo il dovere di intervenire per evitare nuove emergenze».
La legge così il sindaco Carlo Masci l’ordinanza del presidente della Regione Marco Marsilio che ha cambiato colore all’Abruzzo, anticipando i tempi del Governo e autorizzando la riapertura dei negozi già dallo scorso lunedì. Solleva un problema, il primo cittadino, quello del racket degli strozzini, che si inserisce di striscio nella piaga dell’emergenza sanitaria e che potrebbe avere serie ripercussioni su una città dall’anima commerciale come Pescara.
Sindaco, lei in questa diatriba tra Regione e Governo si schiera dalla parte di Marsilio senza sé e senza ma?
«Non è un problema politico, io sto con chi fa scelte oculate nell’interesse del territorio. Avrebbe dovuto emanarla il Governo questa ordinanza, perché c’erano troppe incongruenze con l’Abruzzo rimasto da solo in fascia rossa. E, visto che a Roma non lo hanno fatto, è stato giusto che ci pensasse Marsilio a rispondere al grido di dolore di una parte importante del nostro commercio. Non entro nello scontro politico. Io la vedo così: abbiamo ridato fiato e ossigeno all’economia di un territorio che già sta vivendo situazioni difficili. In queste settimane ho visto piangere gente che prima viveva bene e che ora non sa come andare avanti per pagare l’affitto, le bollette e gli stipendi dei dipendenti. La mano dell’usura è dietro l’angolo. Noi che viviamo il territorio dobbiamo fare di tutto per consentire alle attività di lavorare, sempre nel rispetto dei protocolli di sicurezza».
Ha scritto su Facebook che i Dpcm non sono Vangelo e che si possono cambiare. Che vuol dire?
«Il Dpcm è un atto para amministrativo che non ha forza di legge, ma ha la caratteristica della temporalità, dell’urgenza e quindi della flessibilità. È evidente che va adeguato, senza rigidità, alle esigenze del territorio. Se si crea un’anomalia, con l’Abruzzo unica regione d’Italia rimasta in zona rossa, nonostante i parametri sanitari rientrino in un indice di sicurezza contenuto, bisogna tenerne conto e dare una risposta».
Non teme un’impennata dei contagi a seguito delle riaperture?
«In termini di pandemia due giorni non spostano nulla, invece fanno molto per l’economia di un territorio. Pescara ha i numeri e le tutele della zona gialla, primo fra tutti un ospedale Covid dentro la città. In questa seconda fase l’andamento del rischio sanitario è sempre stato sotto controllo, non abbiamo mai avuto parametri in linea con la zona rossa, almeno in città. Noi i compiti a casa li abbiamo fatti bene. Abbiamo fatto scelte ragionate questa estate».
Il centro è strapieno, come state controllando il rispetto delle prescrizioni anti Covid?
«Per strada ci sono diverse pattuglie tra polizia municipale, vigili urbani, carabinieri e finanza, in linea con le indicazioni della cabina di regia con prefetto e questore. Ma finora le forze dell’ordine non mi hanno rappresentato situazioni di criticità. Tutto prosegue regolarmente. È vero che c’è gente in giro, ma con le mascherine e nel pieno rispetto del distanziamento e di tutte le altre norme. È un passeggio controllato. D’altronde siamo sotto Natale, c’è voglia e necessità di uscire».
Le telecamere anti assembramento alla Nave di Cascella e in piazza Muzii sono in funzione?
«Sì e riceviamo report giornalieri. Anche in questo caso non abbiamo registrato criticità dopo il passaggio in fascia arancione. La popolazione si sta comportando in maniera corretta».
Dobbiamo aspettarci un Natale senza eventi ?
«Sarà un Natale sobrio, senza eventi e altre iniziative, con l’auspicio che possa servire a ritrovare la dimensione religiosa e, nel privato, a rinsaldare l’unione tra le famiglie».
Il Comune ha in mente iniziative di solidarietà per aiutare le persone sole?
«Siamo già operativi con il Coc e continueremo a farlo anche nei giorni di festa, vigilia di Natale e Natale compresi. Con la Protezione civile interveniamo con pacchi alimentari, medicinali e altri aiuti in caso di necessità. Siamo operativi a 360 gradi, giorno e notte, per garantire piena assistenza alla popolazione fragile in caso di bisogno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

