«Masci fermi il progetto del nuovo asilo»

Un’altra protesta dei cittadini e degli ambientalisti in via Fornace Bizzarri per salvare l’area verde
PESCARA. È una protesta che va avanti da due mesi quella dei residenti di via Fornace Bizzarri, a San Donato, che, anche ieri mattina, come quasi ogni sabato da novembre, sono scesi in strada per dire no all'asilo nel parco di fronte alle loro abitazioni. Una cinquantina di persone ha partecipato al sit-in dei cittadini che contestano il progetto del Comune e che restano in attesa del pronunciamento del Tar, sulla base dell'esposto inoltrato da 56 residenti.
Al loro fianco gli ambientalisti del Wwf Chieti-Pescara i quali, striscioni in mano, hanno ricordato l'importanza di salvaguardare il «verde urbano, fondamentale per una migliore qualità della vita». All'incontro erano presenti esponenti del M5S schierati al fianco dei dimostranti. Il portavoce della manifestazione, Antonio Dichiarante, tra i firmatari del ricorso (che il Tar dovrà accogliere o rigettare e la risposta è prevista per i prossimi giorni) ha sottolineato: «Non fermeremo la protesta, continueremo a tenere i riflettori accesi sulla vicenda. Ribadiamo di non essere contrari alla creazione di una scuola materna, chiediamo solo che il progetto venga delocalizzato in un altro sito, che sia via Celestino V o altro. Dopo l'esposto al Tar abbiamo anche segnalato la questione al ministero dell'Istruzione e alla Commissione europea. Questo parco è stato costruito anni fa con 200 milioni di fondi pubblici e l'area deve restare ai cittadini. Nessuna ruspa potrà cancellare alberi, giochi, panchine».
Da par suo, il Comune ha presentato le proprie controdeduzioni in sede legale. Entrambe le parti restano in attesa delle decisioni del Tribunale amministrativo regionale. Intanto Nicoletta Di Francesco, presidente del Wwf Chieti-Pescara, osserva che «con il verde si vive meglio. L’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) stima che i fattori di stress ambientali siano responsabili del 15-20% delle morti in Europa. Abitare vicino a uno spazio verde, invece, riduce la percezione dello stress e invoglia a una maggiore attività fisica, contribuendo così a diminuire le possibilità di malattie cardiovascolari, ansia, depressione, infezioni respiratorie e obesità. I benefici sono per tutti, soprattutto per i bambini. L'auspicio è che il Comune prenda atto di ciò che il parroco, don Enrico D’Antonio, ha definito un “inutile braccio di ferro” e trovi una soluzione per non cancellare questo spazio». (c.co.)

