Masci: giunta pronta in 48 ore La Lega rinuncia alla presidenza
Il sindaco delegato da Forza Italia a definire l’esecutivo, facendo una sintesi delle richieste ricevute «I nomi li sceglierò con partiti e liste. A priori non escludo nessuno ma non esistono solo gli assessorati»
PESCARA. Nel giro di 48 ore il neo sindaco Carlo Masci avrà scelto la sua giunta. Lo aveva detto nei giorni scorsi e lo ha ribadito ieri, dopo la decisione del coordinatore regionale di Forza Italia Nazario Pagano di non convocare un altro vertice della coalizione, dopo la fumata nera dei giorni scorsi, quando Masci ha ascoltato e recepito le richieste dei rappresentanti di Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Pescara Futura, Udc e Amare Pescara. Un’intesa non è stata trovata, anzi le posizioni non sono parse conciliabili perché non c’è un numero sufficiente di assessorati per accontentare tutti (la giunta è composta da nome persone). E non ci sarebbero neppure tutti i nomi delle quattro donne che necessariamente devono entrare in giunta per le quote rosa, e sarebbe questo uno dei nodi principali da sciogliere. Oltre al fatto che l’Udc non intende rimanere fuori e sarebbe pronta alla rottura.
«Farò una sintesi, tenendo conto delle richieste formulate e del numero dei posti disponibili», ha annunciato ieri sera Masci ribadendo alcuni concetti già espressi nei giorni scorsi e sui quali non torna indietro. I criteri su cui si baserà sono «il consenso riportato, la conoscenza dei problemi e la capacità di risolverli» degli eletti, che conosce singolarmente e anche da tempo, nel 90% dei casi. Il che fa presumere che la sua scelta cadrà proprio su chi è entrato in consiglio comunale, «a meno che non ci siano delle figure femminili mancanti, ma i nomi degli assessori saranno scelti insieme» alle forze politiche e si andrà a cercare comunque tra chi ha partecipato alla campagna elettorale.
«A priori non escludo nessuno», ha chiarito Masci riferendosi poi alle liste minori che temono di essere escluse dalla composizione della giunta. «Chi ha un consigliere ha titolo a partecipare all’amministrazione della città ma non è detto che debba essere necessariamente un assessore», ha fatto presente.
Masci non sembra aver bisogno di altri elementi per decidere la composizione dell’esecutivo. E proprio sulle mosse delle prossime ore del neo sindaco contano molto Pagano e i rappresentanti di altri partiti e liste. «Spetta a lui ricucire le varie esigenze», ha osservato Pagano delegando il sindaco a promuovere «degli incontri con le singole forze politiche, per individuare le criticità. Ma serve buon senso da parte di tutti per cominciare a lavorare nel più breve tempo possibile».
«Deve essere il sindaco a sbrogliare la matassa», ha commentato il coordinatore provinciale della Lega Luca De Renzis che ha annunciato la disponibilità a fare un passo indietro, «rinunciando alla presidenza del consiglio comunale, se può aiutare a trovare la quadra. Non vogliamo apparire come quelli che fanno i ricatti. Ma restiamo fermi sulla richiesta dei quattro posti in giunta». Ha anche sottolineato il proprio no a una possibile giunta a cinque ipotizzata nei giorni scorsi, perché «sarebbe assurdo dopo aver vinto al primo turno» e ha chiarito che la Lega «non può stare dietro a ricatti, prese di posizione e personalismi».
Nessuna rinuncia e nessun passo indietro da parte di Fratelli d’Italia che chiede «due posizioni in giunta», come ha ricordato Stefano Cardelli, coordinatore provinciale del partito della Meloni. «Si deve fare una sintesi e la giunta (che non può partire a 5) deve esserci al primo consiglio comunale perché Pescara ha bisogno di un esecutivo che sia subito operativo».
«E’ arrivato il momento che il sindaco decida», per Enrico Di Giuseppantonio, Udc «e se ci sono delle perplessità con i vari gruppi, deve chiarirle gruppo per gruppo. Noi siamo certi di dover avere una rappresentanza e credo che il sindaco, sulla base della sua qualità e della sua esperienza politica, terrà conto di tutto».
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