Masci: ho cambiato la città, vincerò io subito al primo turno

10 Maggio 2024

Il sindaco uscente: nel 2019 si parlava di mercatino etnico, adesso aspettiamo la quarta Bandiera Blu e i conti sono sani

PESCARA. La Bandiera Blu per tre anni di fila, conti rimessi in ordine dopo la parentesi del predissesto finanziario e il progetto del waterfront. Per il sindaco uscente Carlo Masci di Forza Italia, 65 anni, sposato e padre di due figli, Pescara è un’altra città rispetto al passato: «Cinque anni fa si parlava di mercatino etnico», dice.
La Pescara del 2024 è migliore della città di 5 anni fa?
«La città è notevolmente migliorata: è la percezione che hanno tutti quelli che la frequentano; ha assunto una dimensione internazionale; è stata inserita tra le 100 smart cities europee; ospiterà il G7; ed è ai primi posti in Italia per la digitalizzazione. Poi si avvia a ottenere la Bandiera Blu per il quarto anno consecutivo ed è diventata sede privilegiata di manifestazioni sportive internazionali. In via Tavo non esiste più il Ferro di cavallo, fortino inespugnabile della criminalità, ma c’è un parco che ospiterà attività per i giovani. In questi anni hanno aperto nuovi musei, presto se ne aggiungeranno altri due, e al Rampigna sta partendo la realizzazione di un parco-museo archeologico. Cinque anni fa, di questi tempi, si parlava del mercatino etnico e del divieto di balneazione in centro: oggi la città è in fermento con 120 milioni di lavori in corso».
Di cosa ha bisogno adesso Pescara?
«Pescara ha bisogno di noi, del nostro lavoro, della nostra passione. Perché noi? Perché siamo stati in grado di sbloccare una serie di interventi al palo da decenni e vogliamo continuare nella stessa direzione. Nessuna presunzione, solo la consapevolezza di aver impresso una marcia in più alla città».
Nel 2019 vinse al primo turno, secondo lei cosa accadrà stavolta?
«La stessa cosa, per vari motivi. Il centrodestra è compatto, e non sempre è avvenuto in passato. E il campo largo delle regionali non esiste più: Carlo Costantini non è riuscito ad aggregare né Italia Viva né Azione e i pentastellati hanno messo fuori dai giochi il loro coordinatore, che oggi corre da solo. Loro si sono spaccati mentre il centrodestra è stato unito anche nella scelta della mia ricandidatura, che non è stata messa in discussione grazie al lavoro di questi 5 anni».
Alle elezioni regionali di due mesi fa, ha votato solo il 53,31% dei pescaresi: perché in tanti non vanno più a votare?
«Il dato è alto ed è preoccupante che sia composto maggiormente dai giovani. Bisogna far passare il messaggio che bisogna andare a votare, per salvaguardare la democrazia. I giovani vanno ascoltati e sostenuti e le amministrazioni devono impegnarsi al massimo pensando al loro futuro, recuperando la distanza con i cittadini».
Qual è il suo pregio?
«Preferisco che siano gli altri a parlare dei miei pregi. E sono proprio gli altri a definirmi una persona buona e disponibile. Sono sempre stato determinato e questo mi ha permesso di avere costanza prima nello studio e poi nel lavoro. La mia caparbietà è sempre supportata dalla capacità di ascolto, che ho sviluppato ancora di più grazie ai miei due meravigliosi figli».
E quale sarebbe il valore aggiunto della sua coalizione?
«Credo molto nei candidati che mi accompagnano in questa competizione elettorale. Il valore aggiunto è determinato da uomini e donne che hanno maturato esperienza e competenza, sempre presenti sul territorio, a contatto con le persone, attive e propositive per Pescara e per la sua crescita».
Se vincesse le elezioni, cosa farebbe subito da sindaco?
«Aver ridato solidità al bilancio del Comune, come certificato dalla Corte dei Conti, ci permetterà di accendere dei mutui per opere strategiche. Penso alla passeggiata sulla diga foranea con nuovi trabocchi per arrivare a piedi a 500 metri dalla costa e ammirare un panorama mozzafiato, alla valorizzazione del fiume Pescara, all’ampliamento delle rete ciclabile. I dati ci dimostrano che Pescara è diventata una città turistica per questo bisogna intervenire per favorire la costruzione di alberghi moderni, sostenibili e di qualità. Inoltre faremo in modo di realizzare il parco Nord, il parco centrale dell’area di risulta e ampliare la pineta con la sua totale rigenerazione. Continueremo il percorso intrapreso in questi anni della città della solidarietà, dell’inclusione e dello sport».