Masci, il Consiglio di Stato rimette in pista otto ditte
Francavilla, accolto il ricorso di una delle imprese escluse dai lavori nella scuola M5s: «Chi paga le opere fatte?». Luciani: «Ci metteremo in regola senza problemi»
FRANCAVILLA AL MARE. Sembra non avere proprio pace, il cantiere della scuola media Masci di Francavilla, aperto quasi un anno fa per i lavori di ristrutturazione energetica, adeguamento sismico ed efficientamento energetico del plesso scolastico. Emerge, come fa sapere il capogruppo in consiglio comunale del Movimento 5 Stelle Livio Sarchese, una sentenza del Consiglio di Stato dello scorso dicembre e pubblicata poco prima di metà febbraio che rimette in pista le 8 imprese escluse nel 2015 dal dirigente comunale nella procedura di assegnazione dell’appalto pubblico, poi assegnato alla Costruzioni De Cesare.
Alla gara parteciparono 12 ditte, 8 delle quali escluse per non aver indicato in modo espresso gli oneri di sicurezza nell’offerta. La ditta Tenaglia srl propose ricorso al Tar, che lo respinse, e poi al Consiglio di Stato che si è espresso favorevolmente sul capo di sentenza relativo all’esclusione delle imprese che non avevano indicato nell’offerta economica gli oneri di sicurezza. «Per ciascuna delle 8 offerte presentate dalle imprese escluse», sostiene Sarchese, «l’amministrazione dovrà procedere alla verifica del rispetto sostanziale della prescrizione sugli oneri di sicurezza e quindi individuare l’offerta migliore. Nel tempo necessario a effettuare la suddetta verifica, che potrebbe portare a una nuova e diversa aggiudicazione, i lavori subiranno una interruzione? Per ora stanno proseguendo, ma in realtà l'impresa sta lavorando senza atti di aggiudicazione e si dovrebbero sospendere i lavori non essendoci più un contratto. Sono stati già pagati 2 Sal (stato avanzamento dei lavori). Che cosa succederà ora? Dovesse vincere la Tenaglia che cosa farà? Chiederà i danni per i 2 Sal non pagati? Il problema vero», incalza il pentastellato, «è la mancata trasparenza dell’amministrazione pubblica che non ha comunicato niente a riguardo di questa determina dirigenziale che in sostanza è stata annullata. Siamo sinceramente perplessi su questa vicenda che casualmente abbiamo scoperto. Possibile che nessuno dica niente?».
«Quando venne fatta la gara», spiega il sindaco Antonio Luciani, «c’era da interpretare una norma basandosi su una sentenza del Consiglio di Stato in seduta plenaria, poi nel corso della gara il Consiglio ha cambiato orientamento. È stato così imputato un errore al Comune nella scelta dell’impresa, imponendo di mettere in atto una procedura per mettersi in regola con la nuova ordinanza. L'impresa attuale va avanti, poi nel caso dovesse risultare vincitrice un’altra impresa di procederà al cambio».

