Masci: il mercatino di San Giuseppe non sarà più abusivo

1 Febbraio 2021

Anche gli ambulanti chiedono di essere regolarizzati Il portavoce: «L’importante è che possiamo lavorare»

PESCARA. È scontro tra Masci e il Pd sul mercatino del rione San Giuseppe. La miccia è esplosa con il blitz della polizia municipale, all’alba di sabato scorso, per «controllare che venissero rispettate le prescrizioni e i distanziamenti anti Covid» è la versione del Comune. «Smantellare le bancarelle» è, invece, quella dei consiglieri Pd, Piero Giampietro e Stefania Catalano, che hanno dato fuoco alle polveri. Dopo alcuni «momenti di tensione» tra ambulanti e agenti, i commercianti hanno potuto lavorare per qualche ora ma con «incassi ridotti», riferiscono gli stessi commercianti.
Da una parte l’amministrazione comunale con il sindaco Carlo Masci e l’assessore al Commercio Alfredo Cremonese che stanno lavorando da mesi per «dare una dignità amministrativa ad un mercato abusivo e tutelare le famiglie che con quell’attività ci vivono». Dall’altra gli attacchi di consiglieri Giampietro e Catalano contro l’amministrazione Masci, a loro dire, colpevole di non aver fatto abbastanza per regolamentare le assegnazioni dei posteggi del mercato di via Monti Aurunci e per tale ragione, abusivo da decenni. I consiglieri, che tempo addietro avevano organizzato una raccolta firme con l’obiettivo di «avere un mercato legittimo, proposta bocciata dal consiglio comunale» hanno ritenuto «irresponsabile il comportamento» della giunta Masci.
La replica del sindaco non si è fatta attendere: «La montagna di sciocchezze che i bravi consiglieri del Pd hanno divulgato, riguardo al presente e al futuro del mercatino di San Giuseppe, ha partorito il classico topolino zoppo. Si tratta dell’ennesimo, becero, tentativo di nascondere la realtà dei fatti e, soprattutto la propria incapacità, negli anni in cui sono stati al governo della città, di dare ai commercianti, che lì operano, regole certe e migliori condizioni di lavoro, vale a dire senza che gli stessi debbano correre ogni giorno il rischio di perdere risorse economiche continuando, oltretutto, a lavorare in un regime di abusivismo». «L’amministrazione comunale ha già disposto, contrariamente a quanto si vuol far passare sui giornali e sui social», ha continuato il sindaco, «di dare a quel mercatino rionale, caro a tutti i pescaresi, una dignità amministrativa che finora non ha avuto, proprio allo scopo di tutelare le famiglie che vivono di quell’attività. Quel mercato, a due passi dall'ospedale, c'è da sempre ed è stato sempre abusivo, tutti ne conoscevano l'esistenza, nessuna amministrazione lo ha però mai regolarizzato, la legge regionale sui mercati lo impediva. Soprattutto in questa difficile fase era emerso che questa fosse una situazione non procrastinabile. In piena pandemia, mentre affrontavamo con le categorie interessate la complessa gestione dei mercati in emergenza Covid, abbiamo infatti chiesto e ottenuto dalla Regione la modifica della legge. Con una delibera di giunta comunale votata a settembre, abbiamo quindi istituzionalizzato il mercato eliminando una condizione di illegittimità che prevede però, nel contempo, tutta una serie di passaggi obbligatori. Attualmente sono in via di definizione, all’Ufficio mercati, le procedure amministrative per l'individuazione dei posti, la pubblicazione di un avviso per definire le graduatorie e il tracciamento degli stalli». Aggiunge, Cremonese: «Che cosa ha fatto il Pd durante 5 anni di mandato per il mercatino rionale di San Giuseppe? Nulla. E oggi scoprono che il provvedimento di cui volevano discutere, era già stato adottato dalla giunta».
Dice la sua anche il portavoce degli ambulanti di San Giuseppe, Lorenzo Bosi: «Quando i vigili sono arrivati ci sono stati momenti di tensione, pensavamo volessero sgomberare tutto. Noi le distanze le abbiamo sempre rispettate. Abbiamo lavorato poco e perso gli incassi. I consiglieri stanno facendo una battaglia politica che non condividiamo e al sindaco, che sappiamo essere con noi, chiediamo di continuare l’iter della regolarizzazione del mercato senza però mandarci via dal rione».