Masci: «Il Pd mi attacca su tutto, ora basta»

Il sindaco si sfoga dopo le critiche sulle 50mila multe ai semafori: le telecamere evitano gli incidenti
PESCARA. «Il Pd, in angoscia elettorale, non sa più cosa inventarsi contro l’amministrazione comunale». Sono le parole pronunciate da Carlo Masci, all’indomani delle dure critiche del centrosinistra contro la sua amministrazione, accusata di voler fare cassa con le contravvenzioni elevate con il sistema del T-red, ossia le telecamere ai semafori. Da gennaio a settembre sono state comminate 50.500 multe ai veicoli che sono passati con il rosso o che hanno semplicemente superato la linea bianca di arresto all’incrocio con un pezzetto di pneumatico. Ieri il sindaco, dopo l’ennesimo attacco del centrosinistra, si è sfogato respingendo al mittente le accuse dell’opposizione.
«Il Pd ogni mese», ha detto, «ripropone il solito ritornello delle “contravvenzioni per fare cassa”, come se il tema delle sanzioni potesse essere svincolato dalle infrazioni commesse, nella fattispecie, in cinque incroci semaforizzati. In altre parole, il Pd riesce solo a guardare il dito e non la luna, parla delle sanzioni in senso dispregiativo, cercando di attrarre consenso di chi ne è colpito, utilizzando il più becero populismo e sorvola totalmente sul fatto che la sanzione è la conseguenza di un’infrazione commessa in punti delicatissimi della circolazione, da parte di chi vìola regole messe a garanzia della vita umana, delle persone che rispettano il Codice della strada, degli utenti deboli della mobilità cittadina».
«Intanto, è bene ricordare», ha affermato Masci, «che solo una percentuale minima di automobilisti, che non supera lo 0,40 per cento, viene colpita dalle sanzioni. Infatti, a fronte di 50mila contravvenzioni elevate in corrispondenza di cinque semafori, i passaggi di vetture sotto quei semafori sfiorano i 20 milioni. Poi, a conferma del fatto che in questa città entra un numero spropositato di macchine da fuori, oltre il 60 per cento di quelle contravvenzioni è elevato ad automobili che non sono intestate ai pescaresi. Infine da quando Pescara, come tante altre città italiane, ha inserito le telecamere in cinque semafori, gli incidenti in quegli incroci sono stati quasi azzerati, a testimonianza del fatto che le telecamere sono un deterrente efficacissimo per prevenire incidenti che causano morti, feriti e danni».
Poi, il sindaco è tornato sulla questione politica. «Non è moralmente accettabile il comportamento del centrosinistra. Quale alternativa propone il Pd?», ha chiesto, «Che quelle 50mila macchine continuino impunemente a commettere infrazioni agli incroci passando per lo più con il rosso?».
Pronta la replica del capogruppo del Pd Piero Giampietro. «La giunta che ha firmato il capolavoro di viale Marconi, la strada più folle della città», ha osservato, «abbia la decenza di non parlare di sicurezza stradale. La giunta Masci ha individuato nel Piano urbano della mobilità sostenibile gli incroci più pericolosi della città e nessuno di questi è fra quelli scelti per il T-red. Sono stati scelti gli incroci più redditizi senza alcuna considerazione della sicurezza degli automobilisti, dei ciclisti, dei pedoni. La condizione delle strade e delle piste ciclabili dimostra che il centrodestra utilizza i pescaresi come un bancomat».(a.ben.)

