Masci-Lega, è muro contro muro Il sindaco avverte: io vado avanti

Il Carroccio detta numeri e nomi: «Tre assessori, una sola donna. Altrimenti sarà appoggio esterno» Il primo cittadino: «La preferenza di genere va distribuita, aspetto un altro giorno poi decido da solo»
PESCARA. La Lega ha dettato le sue condizioni, per l’ingresso nella giunta comunale. E non intende tornare indietro. I nomi degli assessori che propone al sindaco Carlo Masci sono quelli di Gianni Santilli, Adelchi Sulpizio e Patrizia Martelli (non eletta). Ma in questo modo non si esce dalla impasse sulle quote di genere, visto che per legge quattro dei nove assessori devono essere donne: al momento questo equilibrio non è stato ancora raggiunto, né si intravede all’orizzonte.
Ieri la posizione della Lega è stata ribadita in conferenza stampa dal coordinatore provinciale Luca De Renzis, affiancato dal suo vice Ricardo Chiavaroli e dall’assessore regionale Nicoletta Verì, dopo l’incontro della coalizione di martedì, andato avanti fino a tarda sera senza trovare una soluzione. Ma per il primo cittadino non ci sono ancora i presupposti per raggiungere un accordo che accontenti tutti per cui ha lanciato un appello a «ragionare e trovare un punto di equilibrio più sano e più giusto».
Nell’ordine, dopo un mese esatto dal voto, ieri la Lega ha illustrato in conferenza la sua «ultima posizione, che non cambierà», e ha chiesto la nomina dei tre assessori, proponendo anche «Marcello Antonelli come presidente del Consiglio comunale». Inizialmente, ha ricordato sempre De Renzis, «la nostra richiesta era di quattro assessori più la presidenza del consiglio» ma ora si è deciso di «cedere una postazione» e su questo la Lega è «compatta». Adesso il partito si rimette al sindaco, immaginando che avrà «la saggezza e la capacità di capire che la scelta migliore per la città è questa». Pur assicurando che «non saremo protagonisti di una rottura» e che «vogliamo essere il primo pilastro dell’amministrazione», De Renzis ha fatto sapere - sempre in conferenza - che si «valuterà l’appoggio esterno», se non dovesse essere esaudita la richiesta del partito di Salvini, «ma questa non va vista come una sfida».
Di una cosa la Lega è certa: «Crediamo che ci debba essere riconosciuto il ruolo di leadership», ha proseguito De Renzis ricordando l’esito del voto. «E chiediamo meno di quello che il risultato elettorale ci attribuisce». L’accoglimento delle condizioni dettate nelle ultime ore diventa, per il Carroccio, «anche una questione di rispetto da parte del sindaco e della coalizione».
Ma di fatto i conti non tornano perché in base alle possibili composizioni della giunta degli ultimi giorni mancherebbe il nome di una donna, e pare che il tavolo lo attendesse proprio dalla Lega, a meno che altri partiti non decidano di indicare una donna alla coalizione al posto di un uomo, e quindi Forza Italia o l’Udc.
«Mi dispiace che il tema sia la differenza di genere», ha commentato Masci dopo la conferenza della Lega ricordando che c’è una normativa da rispettare, sulla presenza delle donne nell’esecutivo. E ha aggiunto: «Se i principi su cui basarsi devono essere i consensi ottenuti e le competenze, eravamo arrivati a una distribuzione equa, dopo aver chiesto un sacrificio a Pescara e ad Amare Pescara che hanno rinunciato a qualsiasi pretesa mostrando fiducia nella mia attività». Non dovrebbe rinunciare a niente, invece, l’Udc, visto che Masci appare convinto dell’inserimento in giunta di Massimiliano Pignoli, unico eletto dell’Unione di centro. «La Lega», questa la ricostruzione del sindaco, «ha respinto la possibilità di vedersi attribuire quattro assessori, due uomini e due donne, più la presidenza del Consiglio, eppure questo partito ha due donne elette e rappresenterebbero la soluzione naturale (Mariarita Carota e Maria Luigia Montopolino ndr). La preferenza di genere va distribuita tra i partiti», ha fatto notare. E poi ha chiesto «un atto di responsabilità complessivo» ma ha anche dettato i suoi tempi. «Ragioniamo un altro giorno, poi tiriamo le fila e faccio la giunta. Io ho cercato di mettere d’accordo tutti» perché la vittoria è arrivata «grazie a tutti» e in questo momento Masci sente che «cinque partiti su sei» lo sostengono. Intanto ieri ha firmato la disponibilità ad entrare in giunta anche Alfredo Cremonese (di Fdi, anche se non sarebbe stato accantonato completamente il nome di Fabrizio Rapposelli, sempre in quota Fratelli d’Italia) e in giornata si attendeva un altro incontro o un segnale di dialogo tra le parti, anche a livello regionale. «Sono disponibilissimo», aveva detto Masci a fine mattinata, anche perché «è arrivata l’ora di dare una giunta alla città». Ma non è accaduto nulla. E il silenzio ha il sapore del muro contro muro.
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