Masci: per i locali in città maggiori spazi all’aperto

Il sindaco: nessun costo aggiuntivo per garantire il distanziamento
PESCARA. La fase 2 si avvicina e i dati sui contagi che riguardano Pescara «stanno migliorando, proprio come si sperava». Ma per il futuro «ci dovrà essere un nuovo modo di approcciarsi con le persone, senza assembramenti, con il distanziamento sociale». E se questi concetti sembrano diventati «un bagaglio comune», per i cittadini durante la quarantena forzata, presto andranno applicati alla vita quotidiana e proprio su questo sta lavorando il Comune. Sapendo che «si deve ripensare tutto», il sindaco Carlo Masci annuncia alcune delle azioni allo studio.
SPAZI ESTERNI PER I LOCALI. «Stiamo ragionando», dice il sindaco, «sull'assegnazione di spazi all'aperto: se prima un locale occupava uno spazio esterno, in futuro ne potrà occupare di più. È un modo per favorire le attività, per farle riprendere», senza pesare sulle tasche degli operatori. «Non abbiamo interesse a incassare di più, attraverso le imposte locali. A parità di clienti, tenendo conto del distanziamento sociale, la somma da versare sarà uguale», per chi ha un locale, assicura Masci. Parlando dei ristoranti Masci si augura che «si organizzino per l'asporto», dopo il via libera arrivato la scorsa settimana dalla Regione. In questi primi giorni «chi faceva già le consegne a domicilio ha assicurato anche l'asporto, ma ora penso e spero che si stiano organizzando anche gli altri, perché quando riprenderanno a lavorare i ristoranti non avranno la stessa capienza di prima e dovranno integrare i servizi con l'asporto».
Proprio a proposito di ristoranti Masci fa notare che il divieto di passeggio sul lungomare disposto per il 25 aprile e per il primo maggio non è affatto «in contrasto con la possibilità di prelevare cibi da asporto nei ristoranti», come ha polemizzato qualcuno. «C'è da dire, invece, che non c'è neppure un ristorante aperto sul lungomare, non per questioni locali ma per effetto del decreto Conte».
PALESTRE E CAMPI SPORTIVI.
Un altro ragionamento riguarda la possibilità di «mettere a disposizione gli spazi pubblici come palestre, parchi e campi sportivi», per consentire lo svolgimento di attività. «Questi», fa notare il sindaco, erano «posti molto frequentati, «ma andrà rivisto tutto e non saranno possibili»"manifestazioni con gente ammassata». Pescara, però, ha una «grande fortuna, cioè la spiaggia, uno spazio molto ampio che consente di stare all'aperto mantenendo le distanze».
APPELLO AI PESCARESI. Guardando alla fase 2 Masci si raccomanda con i pescaresi. «In questi 50 giorni», fa notare, «hanno dimostrato un grande senso civico». Due giorni fa, nonostante il giorno di festa, le forze dell'ordine hanno sanzionato solo 35 persone in tutta la provincia, su 570 controllati (dati della Prefettura) e ieri «nonostante il bel tempo, c'era pochissima gente in giro, a Pescara. Ora c'è l'ultimo miglio da percorrere, per arrivare alla fase due, e si deve continuare così. Siamo riusciti a contenere il contagio e ora ci muoviamo a passi felpati verso un nuovo mondo anche se nessuno ha la ricetta salvifica. Mai come adesso sono a fianco ai cittadini», conclude Masci, che capisce «l'angoscia creata da questa situazione». Ma non si fa trascinare da pensieri negativi, anzi. «Se è vero che tutte le caratteristiche di Pescara sono state messe in discussione dal coronavirus è anche vero che la città ha sempre avuto la capacità di rigenerarsi. Questo mi fa sperare bene, mi fa pensare che avremo la forza di reagire e di inventarci cose nuove». Per quanto riguarda il Comune «stiamo cercando di trovare tutte le misure per promuovere una nuova economia, ma è uno sforzo da fare tutti insieme».
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