Masci: «Perdo il consenso? Io penso al bene della città»

27 Marzo 2022

Il sindaco difende i progetti contestati del Comune e si dice pronto al confronto «Rappresento i pescaresi, non gli interessi di alcuni. I voti non mi preoccupano»

PESCARA. Dice di «capire i problemi» di chi ha deciso di manifestare. E di essere «disponibilissimo ad ascoltare». Ma «non posso concedere quello che non può essere concesso», ad esempio sulla movida. Perché «rappresento tutti i pescaresi e non alcuni interessi particolari». Il sindaco Carlo Masci risponde ad attacchi e polemiche e ribadisce un concetto già espresso: «L’amministrazione fa delle scelte che interessano la collettività. Possono non andare bene a qualcuno, certo. Ma non possiamo bloccare progetti che riguardano tutti per tutelare gli interessi di alcuni gruppi. La città cambia, è questo il tema».
Partiamo da viale Marconi. Non ci sono più parcheggi, ad esempio.
Viale Marconi è diventata una strada (a 4 corsie) che si percorre in pochissimi minuti. Chi deve trovare il parcheggio lo trova, e da lì si muove a piedi. Per noi le corsie preferenziali devono rimanere così, i cittadini chiedono che ci siano anche parcheggi (sul lato monti) e piste ciclabili. Ma tutto non ci entra. E non credo che il commercio si salvi con le auto in doppia fila.
Gli operatori della movida chiedono di lavorare di più, la notte, si sentono penalizzati.
Purtroppo non è più possibile fare quello che si è fatto fino a qualche tempo fa. La richiesta di lavorare all’esterno fino a una certa ora contrasta con il diritto dei residenti a riposare. Come pescarese mi potrebbe far piacere tenere i locali aperti fino a tardi ma come sindaco non lo posso fare. Forse non è chiaro che io sono favorevole alla movida: sono stato io a creare salotti e isole pedonali, suscitando non si sa quante polemiche, all’epoca. Ma non si può fare la movida con locali che hanno pochissimi posti all’interno e poi ci sono 100 persone fuori fino alle 3. Devo prendere dei provvedimenti, seppure a malincuore, per garantire il diritto al riposo di chi vive in quelle zone, evitando di essere condannato a rimborsare i residenti. E mi rendo conto che così si penalizzano i locali più grandi che potrebbero accogliere tutti dentro.
Come se ne esce?
Se ne esce ripristinando il sistema di una città che vive tutto il giorno, con i locali aperti sempre, non solo la notte.
La filovia sulla strada parco. Un altro fronte di polemiche.
Ogni sindaco che mi ha preceduto ha portato avanti il discorso della filovia ma di fatto mai nessuno l’ha realizzata. Si punta a collegamenti molto più veloci, senza smog, liberando viale Bovio e riviera dalle auto. Il secondo e il terzo lotto arriveranno, e se si impiegherà meno tempo a spostarsi da Montesilvano a Pescara, sarà già un risultato. Anche a me piace così, quella strada, ma devo promuovere collegamenti veloci, convincere a lasciare l’auto a casa. I cittadini che si oppongono dicono che la loro è una battaglia ambientale ma sembra il contrario. E se urlano, non cambia niente.
Ma queste cose non le poteva dire a chi è sceso in piazza?
Nessuno mi ha chiesto un incontro, ma sarei stato disponibilissimo. Lo sono sempre.
Alcune possono sembrare scelte impopolari, anche in termini di consensi.
Io lavoro per la città e non guardo al ritorno elettorale. Chi ritiene di essere leso nei propri diritti dovrebbe pensare alla comunità. Invece protesta. Il processo di cambiamento può comportare svantaggi ai singoli ma porterà vantaggi a tutti. Si vedranno. La sostenibilità in cui credo non è quella di chi fa la festa dell’albero una volta l’anno.