Masci: «Pronti al ricorso: il tracciato serve alla città»

Il sindaco ha già chiesto ai legali del Comune una relazione sull’ordinanza del Tar E l’assessore alla Mobilità commenta: «Provvedimento che va contro il futuro»
PESCARA. «I legali del Comune hanno definito quella ordinanza come inspiegabile con argomentazioni di diritto. Può essere impugnata al Consiglio di Stato e quindi sulla base di una relazione che ho chiesto valuteremo il da farsi». A intervenire sulla vicenda della sospensiva del progetto lungo strada parco è il sindaco di Pescara. Se l'atto pone sulla carta uno stop per almeno un anno al progetto, Carlo Masci è convinto: «Il processo di transizione ecologica che è cominciato da anni nella nostra città, non può più essere fermato. A Pescara vivono 120 mila abitanti. Ogni giorno ci sono 300 mila persone presenti in città e 100 mila macchine che entrano, di cui 40 mila da Montesilvano. Venti anni fa si è deciso che l'ex tracciato ferroviario doveva essere dedicato al trasporto pubblico a zero emissioni di C02, per far diminuire gli accessi a Pescara di macchine private che ovviamente inquinano e occupano spazio. Il processo di transizione ecologica deve passare anche attraverso il trasporto pubblico su percorso dedicato, che sulla tratta Montesilvano - Pescara è stato individuato proprio nella strada parco. Per continuare il processo di transizione ambientale bisogna mettere insieme tante componenti: quella delle auto private, delle piste ciclabili che in città connettono 40 chilometri e sono in aumento, e del trasporto pubblico in percorsi dedicati che stiamo realizzando. È un processo ineludibile».
A commentare l'ordinanza è anche l'assessore alla Mobilità Luigi Albore Mascia che parla di «provvedimento che segna un passaggio storico di questa vicenda, un colpo di scena in un iter che sembrava andare verso una conclusione proprio grazie al nulla osta del ministero a beneficio della Regione e della Tua. Leggendo però il provvedimento credo che l’estensore voglia aprire uno spiraglio per un rinnovo della valutazione ambientale. Se qualcuno pensa che oggi si è messa una pietra tombale sulla filovia a Pescara, credo che lo dica troppo in fretta. Nel 2030 l’Ue ci impone di raggiungere il 50 per cento di abbattimento di CO2 e non vedo perché non debba essere un obiettivo colto con il sistema di trasporto pubblico locale. Mi sembra che questo provvedimento vada contro il futuro», prosegue l'esponente di giunta, «contro quella direzione che tutte le città del domani ormai hanno preso e cioè di offrire al cittadino alternative al mezzo privato, come sta facendo Pescara anche con i progetti di potenziamento della filovia verso San Silvestro e verso San Giovanni Teatino, con 60 milioni di euro del ministero delle Infrastrutture».
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