Masci scrive agli elettori: «Vittoria schiacciante, sarà una bolla di sapone»

22 Novembre 2024

Lettera sfogo dopo la decisione del Tar: «C’è troppa differenza di voti, il riconteggio non porterà a niente, il centrosinistra non sa perdere»

PESCARA. «Anche a me è capitato di perdere le elezioni, ma mai e poi mai ho pensato di mettere in discussione il voto dei cittadini, men che meno per errori formali di terzi. Questione di stile». Il sindaco Carlo Masci di Forza Italia, rieletto al primo turno superando di appena 584 voti la linea del 50%, difende la vittoria in una lettera-sfogo inviata ai suoi elettori via Whatsapp dopo la decisione del Tar di Pescara che ha ordinato il riconteggio delle schede in cento sezioni su 174. Masci non usa mezzi termini e prevede che resterà sindaco anche dopo la verifica: «La differenza di consenso è stata talmente schiacciante in mio favore che nessun riconteggio potrà portare a un recupero dei miei avversari. C’è stato un distacco abissale, anche in relazione al superamento del 50% dei voti, che mi ha consentito di essere rieletto al primo turno». Masci è certo: «Sono convinto che finirà tutto in una bolla di sapone».
Il Tar ha ordinato alla Prefettura di ricalcolare i voti: il procedimento istruttorio dovrà essere chiuso entro il 15 dicembre; la relazione conclusiva depositata entro il 5 gennaio 2025; e l’udienza finale si terrà il 7 febbraio.
La lettera del sindaco si apre con una critica alla stampa che ha riportato la notizia della decisione del Tar: «Il ricorso del centrosinistra, in questi giorni, ha tenuto banco sui media locali, come sempre accondiscendenti nei confronti dei nostri avversari». Poi, Masci analizza i risultati delle elezioni dell’8 e 9 giugno: «Innanzitutto, è importante sottolineare che non si discute, certo, dei voti ottenuti, che per me sono stati 10.200 in più rispetto a quelli riportati da Carlo Costantini, e 1.168 in più, sempre per me, rispetto alla somma dei voti di tutti i candidati avversari (c’erano anche Domenico Pettinari e Gianluca Fusilli)». Il sindaco continua: «Il ricorso, presentato da una candidata nelle liste di Costantini (sua collega di studio), si basa sulla contestazione di errori formali che sarebbero stati commessi da alcuni presidenti di seggio nella compilazione dei verbali o per altri aspetti. Quindi alla base di tutto c’è il presupposto, tutto da dimostrare, che dei pubblici ufficiali abbiano commesso degli errori per sciatteria, incompetenza, distrazione. Ben vengano i controlli disposti dal Tar, che già in altre circostanze similari ha fatto verificare dalla Prefettura le circostanze segnalate dai ricorrenti (ma poi ha rigettato i ricorsi, in altri Comuni)».
Masci rivendica la vittoria conquistata al primo turno, 50,95% contro il 34,24% di Costantini del centrosinistra (Pettinari 13,08% e Fusilli 1,73%): Masci ha preso 31.535 voti, Costantini 21.192. «La giurisprudenza del Consiglio di Stato è granitica nel ritenere che gli errori formali non possono mai condizionare l’espressione di voto dei cittadini, però», sottolinea il sindaco, «non posso accettare a cuor leggero ciò che stiamo subendo. Il paradosso, in questa vicenda, è che i cittadini hanno espresso il loro voto in favore della mia persona come sindaco, assegnandomi una vittoria indiscutibile sul piano numerico, ma chi è uscito sconfitto pesantemente dal voto popolare cerca di inficiarlo con una contestazione rivolta a pubblici ufficiali nominati dalla Corte d’Appello».
Masci si dice «tranquillo sull’esito di questa vicenda» ma è arrabbiato: «Spinto – come sempre – dall’amore per Pescara, non nascondo una certa amarezza perché, una cosa deve essere chiara, i veri “danneggiati”, in questa vicenda, saremmo io, la maggioranza eletta per governare la città e i cittadini che ci hanno votato, non certo coloro che sono stati bocciati dagli elettori. La nostra forza sono proprio i voti, il distacco indiscutibile rispetto a Costantini, Pettinari e Fusilli».