Masci: «Trieste affidi a noi la statua del Vate che rifiuta»

15 Giugno 2019

PESCARA. «Agli amici di Trieste dico: se non volete la statua di D'Annunzio, la prendiamo volentieri noi a Pescara. Siamo fieri e orgogliosi di essere concittadini del poeta che più di ogni altro ha...

PESCARA. «Agli amici di Trieste dico: se non volete la statua di D'Annunzio, la prendiamo volentieri noi a Pescara. Siamo fieri e orgogliosi di essere concittadini del poeta che più di ogni altro ha segnato la storia del secolo scorso». Così Carlo Masci è intervenuto nella polemica scoppiata per la petizione avviata dai cittadini di Trieste che non vogliono il monumento del Vate. Finora sono state raccolte 2.297 firme.
Ieri il neo sindaco è stato fortemente critico in merito a questa iniziativa. «La raccolta di firme contro una statua dedicata a Gabriele D’Annunzio a Trieste», ha detto, «riporta alla mente i processi per stregoneria nel Medioevo: ambedue persecutori e senza logica, ambedue frutto di ideologie confutate e condannate dalla storia».
«Faccio fatica a comprendere un atteggiamento che non solo è ideologico, ma anche antistorico», ha affermato, «D’Annunzio è un patrimonio indiscutibile e insostituibile della nostra cultura ed è inconcepibile che vi sia chi sprechi tempo ed energie per impedire con furia iconoclasta il posizionamento di una statua. Siamo pronti ad accogliere a Pescara un’altra statua di D’Annunzio».
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