Mascia: «Sono felice lo stesso Ho lasciato un buon ricordo»

PESCARA. Luigi Albore Mascia è stato sempre in testa alla classifica del Centro fino a pochi giorni prima dell’ultimo conteggio. Ma, proprio sul filo del traguardo, l’ex sindaco ha dovuto cedere il...
PESCARA. Luigi Albore Mascia è stato sempre in testa alla classifica del Centro fino a pochi giorni prima dell’ultimo conteggio. Ma, proprio sul filo del traguardo, l’ex sindaco ha dovuto cedere il primo posto a Moreno Di Pietrantonio per poco meno di cento voti: il risultato finale è di 3.204 tagliandi per Mascia a fronte dei 3.368 coupon per il segretario cittadino Pd.
Mascia, è rammaricato per il risultato finale?
«Dire che è stato un gioco è poco rispettoso nei confronti di chi ha partecipato, di chi ci ha creduto ed è entrato in classifica, ma soprattutto nei confronti delle migliaia di cittadini che hanno comprato il giornale, ritagliato e imbucato i tagliandi. È stata una contesa simpatica e per me è stato un onore essere stato in testa per 17 giorni su 21. Certamente, il fatto che il centrodestra abbia scelto dieci giorni prima il suo candidato sindaco ha tolto la motivazione a chi mi ha sostenuto, mentre nel centrosinistra la partita è rimasta aperta fino alla fine. Fra Di Pietrantonio e Cuzzi, ad esempio, c’è stata battaglia fino all'ultimo giorno per dimostrare di avere le carte in regola per essere scelti. Diciamo che i loro lettori-elettori erano un tantino più motivati dei miei».
Si è divertito a partecipare al sondaggio?
«È stata una bella iniziativa che ha dato a chiunque la possibilità di competere, anche a chi non è impegnato direttamente in politica, viste anche le posizioni di primo piano conquistate da personaggi del mondo dello sport o della società civile. Per me il sondaggio resta una competizione molto democratica, almeno quanto lo sono le elezioni comunali che restano le più appassionanti con il maggior numero di candidati in campo e con la possibilità, attraverso il voto disgiunto, di poter esprimere un voto politico e un altro alla persona».
Alla fine di quest’avventura le resta il risultato di più votato nel centrodestra.
«Questa è una bella soddisfazione e sono felice della mia affermazione, vuol dire che come sindaco ho lasciato un’ottima impressione e un buon ricordo. Ma io sono un contemporaneo, tant’è vero che adesso sono in corsa alle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale. È un altro traguardo che richiede altrettanto coraggio, slancio e forza». (y.g.)
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