«Massimo è la mente, facciamolo uscire»

Nelle intercettazioni le preoccupazioni della banda per le sorti di Ballone in carcere a Lanciano
PESCARA. «E’ Massimo la mente organizzativa degli assalti ai portavalori. Me l’ha detto Roberto», dice la fidanzata di Roberto De Lido ai carabinieri tirando in ballo Massimo Ballone, l’ex della banda Battestini rinchiuso nel carcere di Lanciano dal maggio 2013 dove sta scontando un definitivo di 4 anni e 2 mesi. Ballone non c’entra nulla con l’inchiesta che ieri ha portato all’arresto di cinque persone – una non è stata rintracciata – eppure gli arrestati citano spesso “Massimo” come punto di riferimento. L’indagine di ieri si è intrecciata anche con quella della Mobile sull’omicidio di Italo Ceci, il negoziante ucciso in via De Amicis il 20 gennaio 2012 e per cui è stato indagato il giardiniere di Spoltore Mario Di Emidio, arrestato ieri. Dieci giorni dopo la morte di Ceci Di Emidio viene fermato su un furgone rubato con una targa camuffata, la stessa appartenente – secondo le indagini – alla macchina del killer di Ceci, una Fiat Punto. Un tassello in più nelle indagini per capire chi ha ucciso Ceci mentre dall’inchiesta di ieri emergono soprattutto le frequentazioni di Ballone. Di Emidio e De Lido, come racconta l’ordinanza del gip, frequentavano l’ex della banda Battestini. Ad esempio Di Emidio, dice il gip, «aveva contatti quasi quotidiani con la moglie di Ballone perché era solito recarsi a casa sua e accompagnare la donna in carcere per parlare con il marito». In altri casi, alcuni protagonisti dell’inchiesta sono preoccupati per la permanenza in carcere di Ballone e, ad esempio, Massimiliano Palliotti fornisce notizie su Ballone a De Lido che domanda «Massimo è ancora lì?». «Eh, sì», risponde Palliotti.
Ricorre così nella nuova inchiesta il nome di Ballone, il bandito laureato che la banda vorrebbe vedere libero. In un altro dialogo tra Felice Bellotti – non indagato in questo caso – e Di Emidio, il primo dice all’altro: «Tu hai a che fare con gli uomini...non con Massimo...senza offesa con tutto l’amore che ho per lui..e l’aiuto.. Lo facciamo uscire, andiamo all’avvocato, prendiamo Taormina. Gli diciamo quanto vuoi? Cinquanta...ma fammi uscire questo, lo devi far uscire subito...». Oggi Di Emidio (difeso da Antonio Valentini), Palliotti (difeso da Luca Sarodi) e Nicola Nocella (difeso da Giancarlo Carlone) saranno interrogati alle 10. (p. au.)
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