Masso caduto, via ai lavori per rimuoverlo

5 Novembre 2021

CARAMANICO TERME. Dopo cinque mesi di attesa verrò finalmente rimosso l’enorme masso caduto sulla statale dal colle La Civita l’8 giugno scorso. A darne notizia è stato il Comune di Caramanico Terme.«...

CARAMANICO TERME. Dopo cinque mesi di attesa verrò finalmente rimosso l’enorme masso caduto sulla statale dal colle La Civita l’8 giugno scorso. A darne notizia è stato il Comune di Caramanico Terme.
«In merito alla caduta del masso dal colle La Civita avvenuto l’8 giugno scorso», si legge in una nota diffusa ieri, «comunichiamo che in brevissimo tempo inizieranno i lavori di messa in sicurezza della rotonda ad opera del Genio civile».
«L’intervento di somma urgenza», prosegue la nota dell’ente locale, «è stato autorizzato ai sensi della legge regionale numero 17 del 1974 per l’importo massimo concedibile di 200.000 euro».
«L’intervento di somma urgenza», fa presente la nota, «è stato richiesto dall’amministrazione comunale in quanto non in grado, finanziariamente, di attuare l’opera. L’intervento consisterà nella realizzazione di un vallo in terre armate a monte e il disingaggio dei massi valutati come pericolosi e prossimi al distacco».
«Oltre che per la motivazione di mettere in sicurezza la rotatoria antistante la galleria», spiega l’amministrazione comunale, «l’opera è necessaria in quanto richiesta dall’Anas che, in quanto titolare e responsabile della strada, la ritiene imprescindibile per la rimozione in sicurezza del masso caduto e la riapertura della galleria».
«A riguardo», avverte ancora la nota dell’ente, «precisiamo che l’amministrazione comunale fin da subito era pronta a rimuoverlo ma, sicuramente con correttezza, l’Anas lo ha vietato per motivi di sicurezza degli operatori».
Poi, un accenno alla lunga attesa per la partenza dei lavori. «I tempi lunghi della burocrazia», ha sottolineato l’amministrazione, «hanno indubbiamente ritardato l’inizio dei lavori, ma andavano rispettati i nulla osta della Soprintendenza e del Parco nazionale della Maiella, i quali hanno tempi non brevi e la richiesta da parte del Parco di ulteriori valutazioni ambientali ha prolungato ulteriormente i tempi».
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