Matricciani a Costantini: niente privilegi ai politici

29 Ottobre 2019

SPOLTORE. «È intellettualmente disonesto affermare, come fa Costantini, che chi contrasta il suo progetto della Grande Pescara lo fa solo per “salvezza del proprio tornaconto” e “autoconservazione”»....

SPOLTORE. «È intellettualmente disonesto affermare, come fa Costantini, che chi contrasta il suo progetto della Grande Pescara lo fa solo per “salvezza del proprio tornaconto” e “autoconservazione”». Questa la replica del presidente del consiglio comunale di Spoltore, Lucio Matricciani, al consigliere comunale di Pescara Carlo Costantini, che ha messo in dubbio l'esistenza di vere identità legate alle città di Spoltore e Montesilvano.
«Le dichiarazioni di Costantini sono utili perché ci permettono di immaginare il nostro futuro se la fusione avverrà e alle sue condizioni. Noi sappiamo che “spoltoresità” e “montesilvanesità” non sono invenzioni estemporanee create per tutelare chissà quali privilegi della politica locale, ma fanno riferimento a una cultura concreta e tangibile: lo dimostrano le motivazioni con le quali nel 1947, mentre Spoltore tornava a essere un comune indipendente da Pescara, si sottolineava come le due comunità non avessero caratteristiche omogenee tali da consentire loro di convivere in una sola entità». C'è poi la questione risorse e finanziamenti: «Ci piacerebbe sapere», prosegue Matricciani «in quale normativa sono previsti. Durante la campagna referendaria si è ripetuto allo sfinimento che con la fusione dei tre Comuni si potevano recuperare, in soli 10 anni, 150 milioni di euro da destinare a investimenti, occupazione o abbattimento delle tasse. La verità è che queste risorse erano previste in normative non più in vigore e quindi, senza la garanzia di un nuovo intervento legislativo dello Stato centrale, non arriveranno né a Pescara né a Montesilvano né a Spoltore. Se Costantini fosse intellettualmente onesto, ammetterebbe che, in mancanza di una legge dedicata esclusivamente a questa fusione, la volontà di chi ha votato sì al referendum verrebbe tradita in ogni caso. Si parla di creazione di municipi che manterrebbero autonomia finanziaria e di pianificazione: ma se i poteri restano ai municipi, a cosa serve la fusione?».