Matrimoni in crisi: in un anno 66 coppie verso l’annullamento

Tra le cause: unioni condizionate o limiti emersi dopo le nozze Domani inaugurazione dell’anno giudiziario col cardinal Zuppi
PESCARA. Sono state 66 le cause di nullità matrimoniale trattate nel 2022 dal Tribunale ecclesiastico diocesano di Pescara-Penne. Nel 2021 erano state 90. A incidere, la crisi economica. Le cause decise sono state 34; 20 quelle ammesse al gratuito patrocinio e 42 quelle pubblicate, che comprendono anche cause concluse del 2020 e 2021. È parte del bilancio che verrà presentato domani in occasione della inaugurazione dell’anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico dell’Arcidiocesi di Pescara-Penne, in programma alle 17, all’auditorium Giovanni Paolo II, in via Cavour. Quest'anno ci sarà il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana e arcivescovo di Bologna, il quale interverrà sul tema “Amore-Coniugalità. Il matrimonio cristiano nell’attuale contesto”.
«Questo appuntamento annuale, aperto a tutti, non deve essere solo un momento celebrativo», spiega l'arcivescovo Tommaso Valentinetti, «ma un’occasione di riflessione e confronto sul valore del Sacramento matrimoniale e sul cammino di fede che sempre si incarna nella storia dell’uomo e, quindi, anche in questa società in continuo cambiamento».
Attivo a Pescara dal 2018, il Tribunale ecclesiastico è nato proprio per rispondere ai bisogni dei fedeli e, soprattutto, delle persone ferite da matrimoni falliti, «sull’invito di Papa Francesco», sottolinea Valentinetti, «che nella lettera apostolica “Mitis Iudex Dominus Iesus” ha riformato il processo canonico con l’istituzione della cosiddetta procedura breve, e ha chiesto a noi vescovi di interessarci in prima persona delle famiglie in difficoltà. È doveroso rispondere ai bisogni di tanti fedeli e di tante coppie che chiedono di verificare la validità della loro unione. Quei “sì”, a volte pronunciati in modo immaturo e, talvolta, nell’ignoranza dell’impegno cristiano, devono interrogarci come Chiesa, soprattutto pastoralmente, perché la proposta di fede sia sempre più chiara e perché le comunità parrocchiali e i loro pastori sappiano sempre di più comunicare la grazia divina secondo i doni e la missione di ciascuno e il bene dei fedeli».
Nel corso del 2022, i motivi di nullità hanno riguardato per la maggior parte il grave difetto di discrezione di giudizio, ossia mancanza di maturità affettiva o di libertà nella scelta, riconducibile a dinamiche interiori o a condizionamenti esterni. Fra loro, coppie che si sposano senza pensare alle responsabilità o, ancora, quelle in cui uno dei coniugi, dopo l’inizio della convivenza, scopre i limiti psichici che l’altro ha tenuto nascosti fino alle nozze, come alcolismo o tossicodipendenza. In 20 delle cause trattate è stato sollevato questo capo di nullità (solo in un caso la decisione è stata negativa), in 13 l’esclusione dell'indissolubilità e in 2 situazioni l’esclusione della prole. Come detto, lo scorso anno rispetto al 2021 si è registrata comunque una diminuzione della cause trattate.
«La crisi economica», spiega il vicario giudiziale don Maurizio Buzzelli, «ha creato tanti disagi nelle persone. C'è chi si è ritrovato senza lavoro, quindi in grandi difficoltà». Il sacerdote ricorda che, lo scorso giugno, il Tribunale ecclesiastico di Pescara-Penne è diventato anche Tribunale d'appello per l'Abruzzo e Molise occupandosi già di alcune cause.

