Matrimoni, riparte la festa 300 coppie pronte a dire sì

Boom di prenotazioni in Comune, l’assessore Martelli: «Richieste in aumento» Dal 15 giugno tornano i banchetti nei ristoranti. Armenti: «Sì a regole e controlli»
PESCARA. Sale la voglia di sposarsi. Ogni giorno in Comune arrivano diverse richieste da coppie che vogliono unirsi in matrimonio, civilmente o religiosamente. Nelle ultime settimane, il settore eventi si è rimesso in moto. Lo testimonia la lunga lista di prenotazioni delle sale messe a disposizione dal Comune per unirsi in matrimonio con una cerimonia civile, e quella ancora più folta di pubblicazioni già registrate e programmate e che da qui ai prossimi sei mesi porteranno più di 350 fidanzati a scambiarsi le promesse di amore eterno. Da gennaio a maggio, in un periodo nel quale per legge sono consentite le cerimonie, ma non i banchetti, sono stati 55 i matrimoni celebrati, tra unioni civili e religiose. A gennaio si sono tenute 3 cerimonie civili e 5 religiose; a febbraio solo 3 civili; a marzo 13 sono stati i matrimoni civili e 2 i religiosi; ad aprile 6 religiosi e 10 civili e a maggio 11 civili e 2 religiosi.
«Negli ultimi giorni abbiamo notato un vero e proprio boom», commenta l’assessore ai servizi demografici, Patrizia Martelli. «Sono tante le richieste che quotidianamente arrivano negli uffici preposti. Da qui alla fine dell’anno, sono 69 i matrimoni civili già programmati. Di questi 60 si terranno in sala giunta, otto all’ex Aurum, in più il prossimo 5 giugno avremo il primo matrimonio in uno dei musei della città», annuncia l’assessore. «Lo scorso ottobre, in giunta abbiamo deliberato di mettere a disposizione degli sposi anche le strutture museali di Pescara. Un’opportunità in più dopo questi lunghi mesi in cui tante coppie hanno preferito rinviare le nozze. Il procedimento prevede un disciplinare condiviso con la fondazione Genti d’Abruzzo per la gestione delle cerimonie».
Ad aprire la nuova stagione dei matrimoni al museo sarà la sala del Gusto delle Genti d'Abruzzo scelta dalla prima coppia. Le location museali sono in tutto quattro: alla sala del Gusto si aggiungono la Risorgimento e la Favetta in via delle Caserme e poi la sala al piano terra nel museo Cascella.
Oltre ai riti già prenotati, ci sono le pubblicazioni registrate fino a ora. Nell’arco di sei mesi, 180 coppie si uniranno ufficialmente in matrimonio. A queste si aggiungono 125 pubblicazioni programmate, delle quali 80 saranno riti religiosi e 45 civili. Ma il numero aumenta costantemente, giorno dopo giorno. Di pari passo con le prenotazioni in Comune tornano ad aumentare le richieste di preventivi nelle location per i banchetti. Dal 15 giugno, secondo l’ultima road map dell'allentamento delle restrizioni, si può tornare a festeggiare. «Siamo davvero felici», evidenzia Gabriele Armenti, presidente del settore catering e banqueting di Confcommercio, «finalmente di poter tornare a lavorare. In questi giorni è un vortice di preventivi, perché c’è tanta voglia di festeggiare e di tornare a vivere. La stagione ha visto già saltare i mesi di aprile, maggio e di buona parte di giugno, ma ci aspettiamo numeri importanti da agosto in poi».
Per partecipare ai ricevimenti servirà il green pass, vale a dire il certificato di avvenuta vaccinazione, di guarigione o un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti. Scongiurata l’ipotesi di un Covid manager, che avrebbe dovuto accertare la dotazione di tutti gli ospiti della certificazione. «Questa figura ci lasciava perplessi», ammette Armenti «perché noi operatori del settore nasciamo e viviamo per l’ospitalità e non possiamo trasformarci in controllori. Il Covid manager avrebbe tra l’altro rappresentato un costo in più per noi e per gli ospiti. Ben venga anche la scelta di non introdurre un limite massimo per gli invitati, se non quello connesso agli spazi a disposizione delle singole location. Ci sembrano misure strutturate con logica». Tra le norme, buffet per antipasti, per dolci o confettate, assistiti da personale, balli liberi all’aperto e a tempo al chiuso; tavoli distanziati di almeno 2 metri e con distanziamento interpersonale di almeno uno e niente più corner delle bomboniere. «Faremo il massimo per valorizzare il principio del non assembramento», continua Armenti «e ci spiace quando vediamo altri colleghi che non sempre rispettano le regole».

