«Mattia ci è stato donato per dare un messaggio di vita»

3 Gennaio 2024

PESCARA. «In quattro anni sono state vissute almeno mille vite, incontrate milioni di anime e scambiate miliardi di emozioni». Inizia così la lettera aperta di Roberta Palmieri, la mamma di Mattia...

PESCARA. «In quattro anni sono state vissute almeno mille vite, incontrate milioni di anime e scambiate miliardi di emozioni». Inizia così la lettera aperta di Roberta Palmieri, la mamma di Mattia Micarone, morto a 4 anni lo scorso 27 dicembre per una cardiopatia. «Sono arrivata alla conclusione che Mattia ci sia stato donato per mandare un messaggio di vita, speranza e resilienza, e che per quanto possa far male per il resto dei nostri giorni, ci sia riuscito. Vedere la chiesa piena di così tante persone ci dimostra che Mattia sia riuscito ad entrare nel cuore di ogni persona che ha incontrato nel suo cammino. Il nostro compito adesso è di diffondere il suo messaggio, dare speranza e coraggio a chi non ne ha. Se riusciva ad essere felice lui, se lui ha sorriso ogni giorno della sua vita nonostante tutto, abbiamo il dovere di farlo anche noi. La diagnosi in gravidanza di una cardiopatia così complessa ti devasta, avere persone giuste vicino aiuta a rendere il percorso un po’ meno tortuoso».
E nel lungo elenco, la mamma di Mattia ringrazia la dottoressa Di Michele, il dottor Visci, «il ginecologo che è riuscito sempre a indicarmi la via giusta», tutto il reparto di Ancona di Torrette, il reparto di Cardiochirurgia pediatrica di Bologna e tutta la rete di professionisti sul territorio («dottor Lisi, dottoressa Greco, dottoressa Soldato, dottoressa Carinci, la nostra pediatra dottoressa Passali»); «tutte le istituzioni che hanno preso a cuore la storia di Mattia sin da subito» («l’assessore Nicoletta Di Nisio, la consigliera Catalano, l’assessore regionale Verì, il consigliere Orta»); «tutte le associazioni che si sono schierate sempre dalla nostra parte», «il centro di riabilitazione Papa Paolo VI di Pescara», «le maestre di Mattia, Anna, Monica e Doriana, e tutto l’istituto comprensivo 1 per averlo accolto e fatto sentire sempre al sicuro e a casa». E ancora, scrive la mamma di Mattia, «grazie a tutto il personale del pronto soccorso che si è trovato quel maledetto 27 dicembre a dover combattere per non farlo andare via, sappiamo che avete fatto l’impossibile e ve ne siamo grati. Quando le cose vanno male si fa presto a buttare fango su tutto, la verità è che noi, nella maggior parte dei casi, abbiamo trovato persone speciali nel nostro cammino». «Ringrazio tutta la mia famiglia, le cardiomamme che hanno reso indelebile ogni giorno e tutti i miei più cari amici».
E infine, il pensiero al suo Mattia: «Mi piace immaginarlo che sia solo sparito come faceva sempre per andarsi a travestire, probabilmente lo rivedrò vestito da Ironman, o Batman, o Spiderman che adorava. Mattia vivrà per sempre in ogni nostro ricordo, quattro anni per vivere sono pochi, ma vissuti come i suoi possono essere abbastanza, non mi rassegnerò mai alla sua perdita, vivrò tutta la mia vita aspettando di rivederlo, ma nel frattempo abbiamo il dovere di diffondere la sua luce».